Due calabresi residenti a Montesilvano sono tra i destinatari di 15 misure cautelari eseguite in tutta Italia nell’ambito di un’operazione della guardia di finanza coordinata dalla Dda di Catanzaro. Secondo le indagini, i due sarebbero affiliati alla ’ndrangheta di Ariola e avrebbero gestito narcotraffici per conto della ’ndrina Maiolo di Acquaro, in provincia di Vibo Valentia. L’inchiesta ha evidenziato ramificazioni anche in Abruzzo, dove sarebbe stato allestito un hub di stoccaggio della droga.
Il gruppo, secondo il gip del Tribunale di Catanzaro, operava stabilmente almeno dal 2015 con una struttura gerarchica e una rete logistica su più regioni. L’organizzazione si occupava di importazione, trasporto, stoccaggio e vendita di stupefacenti, in prevalenza marijuana ma anche cocaina e hashish. Le indagini, condotte anche attraverso l’analisi di sistemi di messaggistica criptata, hanno ricostruito transazioni per oltre 700 chilogrammi di marijuana e oltre 11 chilogrammi di cocaina, per un valore superiore a 10 milioni di euro.
Secondo quanto emerso, la droga arrivava al porto di Civitavecchia e veniva trasferita su gomma in Abruzzo, dove veniva stoccata prima della distribuzione in diverse regioni italiane. L’organizzazione avrebbe costruito ramificazioni soprattutto nel Lazio e in Abruzzo, con ulteriori collegamenti in Piemonte, Lombardia e Puglia.
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