Osservatorio Anbi, aumentano le riserve idriche al Sud

Anche se la percezione è quella di un ritorno alla regolarità meteorologica delle piogge autunnali, in realtà la contingenza di corsi d’acqua e laghi nel Nord Italia resta di preoccupante sofferenza: è quanto si evince dal report settimanale dell’Osservatorio Anbi sulle Risorse Idriche.
In giornate da allerta meteo “rossa” in numerose zone del Paese, colpite da violenti nubifragi che solo fortunatamente non hanno avuto conseguenze più gravi, desta infatti sconcerto, la condizione dei maggiori corpi idrici del Nord Italia, dove le precipitazioni hanno avuto complessivamente minore intensità: i livelli dei grandi laghi, tutti sotto media, continuano a calare come testimoniato dalle esigue percentuali di riempimento ed il fiume Po ha portate praticamente dimezzate, scendendo addirittura al 30% della media stagionale in Piemonte, dove comunque quasi tutti i corsi d’acqua registrano decrescite, che vanno dal 30% al 50%.
“L’analisi di questi dati conferma la gravità della crisi idrologica, che attanaglia da mesi il Nord Italia- sottolinea Francesco Vincenzi, presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI)- L’arrivo di piogge e neve conforta, ma non deve distrarre, come già successo in molte occasioni, dall’imprescindibile obbiettivo di dotare il territorio di adeguate infrastrutture, capaci di capitalizzare la risorsa acqua; l’impossibilità di uscire velocemente da una situazione di deficit idrico ne è la migliore testimonianza”.

“Accanto al confermarsi di un’Italia idricamente capovolta, la fotografia del Meridione avvalora la scelta di dotarlo, all’epoca della Cassa del Mezzogiorno, di invasi a riempimento pluriennale, oggi diventati autentici scrigni di sostenibilità economica, sociale ed ambientale per il territorio. La loro realizzazione non fu scevra da criticità, che ancora oggi ne limitano l’operatività- ricorda Massimo Gargano, direttore generale di Anbi- ma rispose ad una visione di Paese, che chiediamo di assumere al Governo ed alla classe politica recentemente eletta”.
In Abruzzo, le piogge violente, cadute sul bacino settentrionale (a Villetta Barrea cm. 154 in 24 ore, ma anche mm. 133,8 a Pescasseroli e cm. 131 ad Opi) hanno fatto scattare l’allerta per il fiume Sangro.
D’altronde, da gennaio ad ottobre di quest’anno, l’Italia ha già registrato 254 fenomeni estremi, cioè 27% in più rispetto a quelli avvenuti nei 12 mesi del 2021 (fonte: Legambiente); sempre secondo il rapporto Città-Clima, dal 2010 al 31 Ottobre 2022 si sono verificati 1.503 eventi estremi con 780 comuni coinvolti e 279 vittime; tra le regioni più colpite: Sicilia (175), Lombardia (166), Lazio (136).

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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