Processo crollo hotel Rigopiano, la protesta dei familiari per il rinvio dell’udienza

“29 morti non scioperano ma vogliono giustizia”, “L’incapacita’, l’incompetenza e il menefreghismo hanno ucciso i nostri angeli. La giustizia italiana sta uccidendo noi familiari!, “Il dolore non va in prescrizione ne’ si rinvia”. Sono gli striscioni dei familiari delle vittime di Rigopiano, che, con indosso magliette bianche con le foto dei loro cari, hanno manifestato questa mattina all’esterno del Tribunale di Pescara la loro amarezza e la loro delusione per l’ennesimo rinvio del processo. “Oltre alla rabbia – ha detto Paola Ferretti, madre di una delle 29 vittime – c’e’ tanta delusione. Ho affidato da subito tutto il mio dolore e la mia disperazione alla legge, pensando che avrei trovato li’ qualcuno pronto a proteggerci e a difenderci. E invece no, sono veramente tanto delusa”. Sulle parole del procuratore capo Giuseppe Bellelli, che in aula ha chiesto ‘impegno da parte di ciascuno perche’ il processo cammini e proceda con maggiore speditezza’, Paola Ferretti, ha sottolineato: “Il pm ha chiesto quello che tutti noi pensiamo e chiediamo da quasi sei anni. E’ tutto il sistema, pero’, che permette questo gioco al massacro. E’ il nostro sistema giudiziario”.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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