La fibra ottica è infrastruttura strategica per l’Intelligenza artificiale, la transizione green e la competitività del Paese. È quanto emerge dalla ricerca “Fiber for human value”, presentata all’Università Luiss Guido Carli di Roma nel corso dell’evento “Fiber Switch On: l’accesso al futuro è adesso”.
Lo studio evidenzia che l’adozione della fibra ultraveloce Ftth rappresenta un fattore di sviluppo economico e sociale. In particolare, secondo il report curato da Deloitte sugli impatti economici e occupazionali, nelle cosiddette aree bianche – zone periferiche dove gli operatori privati non hanno investito e la rete è stata realizzata attraverso il Piano Banda Ultra Larga finanziato con fondi pubblici e attuato da Open Fiber – per ogni euro investito si generano 4,4 euro di Pil.
Complessivamente, la diffusione della fibra Ftth nelle aree bianche ha prodotto oltre 16 miliardi di Pil aggiuntivo e più di 250mila posti di lavoro. A questi si aggiungono 5,3 miliardi di euro e 90mila occupati legati agli investimenti infrastrutturali. I dati sono stati illustrati nel corso della giornata di studi alla presenza di rappresentanti istituzionali e del mondo accademico.
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