Pescara si colloca tra le città italiane con un costo della vita più contenuto rispetto ai grandi centri del Nord. È quanto emerge dall’indagine del Codacons sui listini di beni e servizi praticati al pubblico nelle principali città della Penisola, basata su un paniere che include prodotti alimentari, ortofrutta e servizi alla persona. Per l’acquisto complessivo delle voci considerate, a Pescara la spesa media è pari a 428,96 euro, ben al di sotto dei 598,95 euro registrati a Milano, città che si conferma la più cara d’Italia.
Nel dettaglio, la sola spesa alimentare a Pescara ammonta a 176,97 euro, un valore inferiore rispetto alle città più costose come Bolzano e Milano, e vicino ai livelli delle realtà più economiche del Mezzogiorno. Sommando ai generi alimentari i servizi vari, dal parrucchiere al dentista, la città adriatica resta tra quelle con uno scontrino complessivo più basso, distante non solo dai grandi capoluoghi del Nord ma anche da molte città del Centro Italia.
Il confronto nazionale evidenzia come i divari territoriali sul costo della vita rimangano marcati: Milano, Aosta e Bolzano guidano la classifica delle città più care, mentre Napoli, Palermo e Catanzaro risultano le più economiche. In questo quadro, Pescara si inserisce nella fascia medio-bassa della graduatoria, confermando un livello di prezzi più accessibile sia per i beni di prima necessità sia per i servizi, secondo i dati elaborati dal Codacons.
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