Fatturato dell’industria oltre i livelli pre-Covid

Il fatturato dell’industria italiana fa segnare il risultato migliore a partire dal 2000 recupera, nel 2021 ma dai dati di dicembre si allunga un’ombra sul 2022.  La tempesta arriva dopo una crescita dei fatturati industriali del 22,6% nel 2021 che fa parlare l’Istat di “marcato recupero rispetto all’anno precedente, influenzato pesantemente dall’emergenza sanitaria”. Il 2020 aveva chiuso a -11,5%. Ora la crisi da lockdown e’ alle spalle, ma i dati dell’istituto di statistica su dicembre mostrano i nuovi rischi che arrivano dall’energia e dalla geopolitica. L’ultimo mese dell’anno, infatti, ha interrotto una serie di sei rialzi consecutivi, iniziati a giugno, con un calo del 2,1% rispetto a novembre. Si tratta di una contrazione congiunturale che investe tutti i principali settori. Questa frenata non pregiudica il risultato dell’ultimo trimestre 2021, che vede una crescita del Fatturato dell’industria del 3,9% rispetto al trimestre precedente. E anche il confronto tra dicembre 2021 e 2020 resta positivo, con un aumento a due cifre (+14,3% nei dati corretti per gli effetti del calendario). Quello che sta agitando i mercati trapela, pero’, dai risultati settoriali. Il raggruppamento dell’energia fa un balzo tendenziale del 58,1%, trascinato dagli aumenti delle quotazioni e quello dei beni strumentali e’ in contrazione dello 0,2%. Piu’ in dettaglio, all’interno della manifattura, i vari settori hanno quasi tutti il segno piu’ con la significativa eccezione dei mezzi di trasporto, che scendono del 12,7%. Allargando l’analisi all’intero 2021, tra i settori piu’ brillanti per la dinamica del fatturato sono metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (+41,3%) , coke e prodotti petroliferi raffinati e prodotti chimici. I mezzi di trasporto, nell’intero anno, registrano +20,7% e nessun settore e’ in calo. E’ forte la componenti interna, ancora di piu’ di quella estera, che pure vede esportazioni da record a 516 miliardi. Le associazioni dei consumatori parlano di dati “ottimi” nel 2021 ma temono per l’anno in corso. Secondo uno studio dell’Unione nazionale consumatori, se si confronta il Fatturato del 2021 con quello pre-pandemia del 2019, e’ superiore dell’8,6%.

 

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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