Olio extravergine, prezzi in calo ma consumi in flessione secondo l’Osservatorio Sol Expo

Nonostante il calo dei prezzi medi a scaffale, i consumi di olio extravergine di oliva restano in diminuzione. Secondo le elaborazioni dell’Osservatorio Sol Expo su dati Nielsen, il prezzo medio è sceso dagli 8,8 euro al litro di gennaio 2025 ai 7,12 euro di gennaio 2026 (-12,5%), ma le confezioni acquistate dagli italiani sono diminuite dell’1,4%.

Il trend riguarda anche l’extravergine made in Italy, che a gennaio 2026 rappresenta un terzo del mercato oleario complessivo nella grande distribuzione. Il prodotto italiano registra un prezzo medio di 10,84 euro al litro, contro i 7,12 euro di quello comunitario, con una contrazione delle vendite del 14%. Nel primo mese dell’anno le vendite dell’Evo italiano hanno raggiunto i 26 milioni di euro, a fronte dei 73 milioni dell’olio comunitario.

Sul fronte produttivo, i dati Sian indicano una ripresa nazionale del 30%, con una produzione che si attesta poco sotto le 300mila tonnellate. Oltre il 50% proviene dalla Puglia (151mila tonnellate), seguita da Calabria (43mila tonnellate) e Sicilia (41mila tonnellate), che insieme rappresentano circa l’80% del totale. Secondo un’analisi del Crea, la ripresa è legata a condizioni climatiche più favorevoli, pur in presenza delle criticità legate alla siccità e alla necessità di investimenti in irrigazione di precisione.

Per quanto riguarda l’export, tra gennaio e novembre 2025 le vendite all’estero superano 1,9 miliardi di euro. L’Evo italiano, che rappresenta l’87% dell’export complessivo, segna un calo del 16% in valore rispetto allo stesso periodo del 2024, mentre in volume cresce del 21% raggiungendo 272mila tonnellate. I principali mercati di destinazione sono Stati Uniti, Germania, Francia, Canada e Giappone. Negli Stati Uniti si registra una flessione del 26,6% in valore e una crescita dell’1,1% in volume, dato inferiore rispetto agli altri mercati.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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