Olio extravergine, stop alle miscele: in Abruzzo coinvolte oltre 60mila aziende

La circolare del Ministero dell’Agricoltura vieta di commercializzare come extravergine l’olio ottenuto dalla miscelazione tra olio vergine ed extravergine. La misura recepisce le richieste avanzate da Coldiretti e Unaprol e riguarda direttamente anche l’Abruzzo, dove si contano circa 42mila ettari coltivati a olivo, oltre 60mila aziende olivicole e più di 8 milioni di piante.

In base alle nuove disposizioni, l’olio miscelato non potrà riportare in etichetta la denominazione di “olio di oliva extravergine”. Il prodotto già confezionato potrà essere commercializzato fino all’esaurimento delle scorte, mentre quello sfuso dovrà essere riclassificato come olio di oliva vergine entro 30 giorni dalla pubblicazione della circolare in Gazzetta Ufficiale.

Il presidente di Coldiretti Abruzzo Pietropaolo Martinelli ha sottolineato che la misura tutela il reddito degli olivicoltori e garantisce maggiore trasparenza ai consumatori. Il direttore regionale Marino Pilati ha evidenziato la necessità di rafforzare i controlli, i laboratori e il coordinamento tra le banche dati degli organismi competenti.

Secondo il presidente di Abruzzo Oleum Luciano Di Massimo, il provvedimento si inserisce in una fase favorevole per il comparto regionale, in vista della campagna olivicola 2026 e del percorso di valorizzazione legato alla nuova Igp Abruzzo.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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