Turismo, Filcams Cgil Chieti denuncia precarietà e tirocini impropri

La Filcams Cgil Chieti denuncia le criticità del lavoro nel settore turistico della provincia di Chieti, richiamando i dati del rapporto Inps 2024. Secondo la segretaria generale Daniela Primiterra, “il turismo non può crescere sullo sfruttamento”.
In base all’analisi, il 57,4% dei lavoratori dipendenti nel turismo abruzzese è inquadrato con contratti a tempo parziale e il 21,1% ha un contratto stagionale. Per il sindacato, questi dati delineano un settore segnato da bassa retribuzione e alta precarietà.
La Filcams Cgil Chieti segnala inoltre la diffusione di tirocini formativi che, secondo l’organizzazione, maschererebbero rapporti di lavoro subordinato. Il sindacato riferisce di richieste per attivare tirocini con compensi tra 300 e 800 euro mensili per almeno 40 ore settimanali, senza contribuzione previdenziale, con conseguenze anche sull’accesso alla Naspi al termine della stagione estiva.
La Filcams chiede investimenti in percorsi formativi certificati, il contrasto all’uso improprio dei tirocini e la piena applicazione dei contratti collettivi nazionali di settore, per costruire un modello turistico fondato sul lavoro dignitoso.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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