Chi ha vinto e chi a perso a Bruxelles

Chi ha vinto e chi a perso a Bruxelles

Prima di esaminare i risultati della riunione tenutasi a Bruxelles con la partecipazione dei 28 stati della Unione Europea vorrei commentare le parole pronunciate recentemente in una trasmissione televisiva da Giachetti ,esponente PD sconfitto dalla Raggi nella competizione per l’elezione a sindaco di Roma.

Giachetti ha detto-trovo che sia profondamente immorale la distinzione tra chi fugge dalle guerre e chi fugge dalla fame; i nostri emigranti infatti fuggivano dalla fame- Rischio di ripetermi ,ma è sempre una questione di numeri. Se i clandestini fossero pochi e fosse possibile accoglierli ed integrarli tutti si potrebbe evitare di fare questa distinzione che è prevista dai trattati internazionali. Poiché i numeri sono elevati e coloro che hanno diritto alla protezione internazionale sono solo il 7% dei richiedenti asilo, questa distinzione è giusto farla. Se a fuggire da guerre e persecuzioni fossero decine di milioni di persone ,la distinzione non avrebbe più senso ;in una casa dove vivono dieci persone se ne potrebbero ospitare due o tre in più, ma una volta saturati i posti disponibili si dovrà cercare un’altra casa. In altre parole non è possibile che tutti coloro che vogliono abbandonare l’Africa e in minor numero l’Asia, abbiano come destinazione soltanto l’Europa .Il paragone con i nostri emigranti è inaccettabile ed offensivo. Noi abruzzesi abbiamo in tantissime famiglie il ricordo di parenti emigranti e sappiamo bene la lunga e difficile trafila per essere ammessi in paesi immensi e semi disabitati come il Canada ,l’Argentina e l’Australia dove hanno duramente lavorato. I clandestini economici ,quelli fuggiti per fame, sono graditi ospiti dei nostri alberghi e si godono rilassati le trasmissioni televisive; i nostri emigrati invece lavoravano nelle miniere di carbone e in 136 persero la vita nel disastro di Marcinelle l’otto agosto 1956.

Veniamo ora alla riunione di Bruxelles; chi ha vinto? Sicuramente i paesi del gruppo Visegard che hanno ottenuto che i ricollocamenti si facciano solo su base volontaria e i paesi del Nord che hanno ottenuto che gli accordi di Dublino non si toccano e se ne riparlerà in seguito purché la decisione venga presa all’unanimità. Anche alla Francia non è andata male perché i Centri di Identificazione e Ricollocamento saranno realizzati nei paesi che accettano di ospitarli e comunque questi paesi sono quelli di primo approdo come l’Italia mentre la Francia non lo è. La Germania ha pareggiato perché ha ottenuto uno stop ai movimenti secondari e ha espresso l’esigenza di rinviare nei luoghi di primo approdo ,che è quasi sempre l’Italia ,quelli ora presenti in Germania. Per ora Conte ha detto di no ma sino a quando manterrà questa posizione negativa? Non è un mistero che sotto l’imput di Di Maio il nostro Presidente del Consiglio si appresta a chiedere fondi europei da utilizzare per il reddito di cittadinanza. Ci aspetta quindi un “do ut des” che in questo caso va tradotto come “ se me li dai(gli euro) me li riprendo(i migranti sbarcati in Italia che ora sono in Germania)”? L’Italia ha ottenuto solo enunciazioni di principio e cambiali su cui è scritto pagherò ma non è scritto quando. Secondo voi quindi chi ha perso? Mi pare evidente. I successi il Governo li ha ottenuti quando ha fatto da solo costringendo con le sue decisioni a far aprire i porti di Malta e della Spagna. Se si desiderano altri successi bisognerà continuare a fare da soli. Per il nostro Paese ,sulla questione dei migranti clandestini, l’Europa non esiste.

di Achille Lucio Gaspari

 

 

 

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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