Giacinto Paolini Capponi, Sindaco di Pianella nel 1861

 Giacinto Paolini Capponi, Sindaco di Pianella nel 1861

Patriota, giurista, uomo politico di area mazziniana e garibaldina, proveniente da Amatrice, Sindaco dal 1861 al 1862 (sostituito pro tempore dall’assessore Pasquale Cortellini e dal consigliere anziano Luigi Tornelli) e consigliere del Comune di Pianella per diversi anni, deputato e vice-segretario del Consiglio Provinciale Abruzzo Ulteriore I, con delega alla Pubblica Istruzione nel 1865-1866 e due volte vice-presidente dello stesso. Egli fu più volte eletto fino al 1884.

Dal periodico teramano “Il Corriere Abruzzese” (agosto 1884) si desume qualche informazione sul suo carattere, descritto come :”fiero, indipendente, natura vivace, era il battagliero del consiglio provinciale. Quando v’era da attaccare un prefetto o un ministro, i colleghi designavano lui ed egli sapeva trascinare l’assemblea con quella sua rude eloquenza tribunizia”.

Dopo l’infanzia trascorsa ad Amatrice, studiò dapprima a Penne, poi a L’Aquila e successivamente si recò a Napoli, dove si dedicò allo studio del diritto e si laureò in Giurisprudenza nell’ateneo napoletano.

Ha vissuto i fatti del ’48 da vicino manifestando le simpatie liberali ed antiborboniche.

Il 7 ottobre 1860, il Decurionato prese atto del cambio della guardia sul trono reale e pronunciò atto di fedeltà a Vittorio Emanuele II, nominando tre deputati: Don Antonio Sabucchi, Don Giacinto Paolini Capponi, Don Antonio Mattozzi Capitano della Guardia Nazionale, per recarsi in Teramo a rendere i dovuti omaggi di sudditanza al novello Sovrano Vittorio Emanuele.

Iniziò la sua attività politica sul finire del 1860 occupandosi della formazione della lista elettorale, rappresentando l’Amministrazione Comunale di Pianella.

Il 9 gennaio del 1861 la giunta, per la formazione della lista elettorale, era così composta:

D. Camillo Comm. de Felici;

D. Odoardo de Sanctis;

D. Antonio Mattozzi;

D. Vincenzo Tornelli;

D. Silvestro de Berardinis ;

D. Ciro Sabucchi,

Sindaco Giacinto Paolini Capponi.

La lista definitiva dei cittadini, che potevano partecipare alla elezione dei Deputati al Parlamento nazionale, dopo un lungo lavorio, si attestò su 65 elettori aventi diritto.

Il 21 gennaio 1861 scrisse, in qualità di Sindaco Presidente provvisorio, un appello agli Elettori dei Comuni del Circondario di Pianella , sezione del Collegio elettorale di Città S. Angelo, a partecipare alle elezioni del 27 gennaio per condur la comune Patria alla sua perpetua unificazione.

Nel maggio del 1862 decadde dalla carica di Sindaco, su votazione della Giunta municipale, a seguito della revisione della lista elettorale politica, ai sensi degli articoli 32 e seguenti della legge elettorale del novembre 1859 estesa alle provincie meridionali con decreto del 12 novembre 1860, già approvata il 23 gennaio del 1861.

In pratica secondo gli avversari di D. Giacinto Paolini Capponi, allistato al n. 42 presso la lista elettorale del Comune di Amatrice, in assenza di dichiarazione di trasferimento del domicilio politico nel Comune di Pianella (la madre Lucia Sabucchi era presente a Pianella nella casa presso Largo Torrione), non vi erano i presupposti per ricoprire l’ufficio. Ad oggi non ci sono tracce che testimoniano un appello formale del Capponi, che risultava anche consigliere provinciale.

Egli fu candidato di Sinistra alla Camera dei Deputati nel 1865 e nel 1870 nel collegio elettorale di Città S. Angelo, ottenendo buoni risultati elettorali, senza però riuscire ad essere eletto; tra gli altri competitori, ricordiamo l’onorevole Francesco De Blasiis (1807-1873) e il barone Diego Aliprandi.

È stato collettore delle adesioni dei volontari garibaldini nell’area vestina per la campagna romana del 1866; promotore, legato da amicizia con Clemente de Caesaris di Penne, per la raccolta di fondi pro Garibaldi. I garibaldini dell’area vestina si ammassarono lungo il Tavo per partire alla volta della guerra (referente il prof. Carlo Chiavaroli).

Con l’unificazione d’Italia, intuì tra i primi l’importanza delle infrastrutture, del problema viario e delle strade da realizzare nella provincia teramana.

Tra le battaglie più significative di Capponi si segnala la lotta per una pubblica amministrazione efficiente; da “uomo liberale, importa amore al bene pubblico”, l’alfabetizzazione delle masse, adoperandosi per il potenziamento delle scuole primarie e la creazione di Asili. Lavorò per il miglioramento delle strade Pianella-Moscufo e Pianella-Cepagatti per raggiungere Pescara; sottolineò i vantaggi per la conformazione del territorio e per la facilità nello spostamento; fu tra i primi sostenitori dell’importanza strategica nazionale delle due strade. Nel 1871 fu componente e relatore della commissione per il tracciato della linea stradale Teramo-Ascoli.

Si schierò dalla parte delle persone indigenti; si adoperò per sollevare i cittadini di Pianella da vessazioni inerenti l’agricoltura e la questione del dazio sul consumo del vino e sul censimento del mosto presente nelle cantine di Pianella. Si interessò dei problemi dell’olivicoltura pianellese.

Si occupò nel 1861 della tutela dei due conventi di Pianella che versavano in uno stato di abbandono ed incuria , in parte dovuta al passaggio delle truppe borboniche.

Nel 1877 appoggiò, da assessore, il completamento della strada di circonvallazione di Pianella fino alla Porta Occidentale chiamata di S. Pietro Martire, opera tanto apprezzata dalla popolazione, e la sistemazione della strada di S. Ippolito.

Non fece mancare il sostegno alla famosa Banda dei Diavoli Rossi nel 1880 per l’acquisto e la riparazione degli strumenti musicali fondamentali per il prestigio del Concerto di Pianella (Cfr. Morelli A., La Banda musicale di Pianella, 2013, pp. 74-78).

Nel 1881 fu tra i promotori della nomina di Giuseppe Garibaldi a Presidente onorario della Fratellanza Artigiana di Mutuo Soccorso di Pianella. Nello Statuto della Società Operaia di Mutuo Soccorso, del 13 febbraio del 1881, pubblicato a Torino dalla Casa Editrice Paravia, figura tra i sei soci benemeriti, insieme al marchese Nicola de Felici, Antonio Sabucchi, Gaetano barone Todesco ed al prof. Enrico Sappia (vd. infra).

Gesualdo de Felici nel libello “Ai suoi Concittadini” del 17 agosto 1882, Tipografia Del Vecchio, Chieti, informa che nel 1877 e 1878 Pianella fu dotata del Telegrafo, della realizzazione del Largo Regina Margherita, della Circonvallazione, del Nuovo Palazzo Comunale; fa presente che una salma di acqua importa per la comunità una spesa di 20 centesimi per il trasporto e che bisognerebbe costruire una fontana in Borgo Carmine; se la comunità non accorre in soccorso della Banda Musicale e non la fornisce di allievi, questa non potrà reggere a lungo.

Conobbe a Pianella lo scrittore, giornalista e storico Enrico Sappia (1833-1906), mazziniano e compatriota di Garibaldi (Nizza 1807-1882).

Il Capponi considerava l’alfabetizzazione dei cittadini di ogni classe sociale intesa come mezzo di incivilimento e libertà; compito primario di uno Stato: ”che cosa avete fatto per la Pubblica Istruzione, è il primo fondamento d’ogni civile e liberale governo?”.

Proseguì l’attività politica con spunti e riflessioni fino al 1884; un uomo stimato ed apprezzato per le sue doti umane e politiche ed imparentato con l’antica famiglia Sabucchi. La madre possedeva un cospicuo patrimonio che gli donò nel febbraio del 1858.

La sua carriera politica è segnata da due insuccessi politici nelle competizioni nazionali e da una polemica col Vice Governatore della Provincia di Teramo, Decoroso Sigismondi, per presunte inadempienze amministrative e per motivi politici che miravano soltanto a limitare l’ascesa del personaggio pianellese (Cfr. Appello alla pubblica opinione di Giacinto Paolini Capponi [ 5 marzo 1861], pp. 3-16. Per un approfondimento del contesto storico e politico si rinvia a Morelli V., Pianella e i Partiti, Cepagatti, 2011).

Gli anni ottanta dell’Ottocento rappresentarono un grande momento di fervore culturale, politico e sociale con personaggi di alto spessore.

Sposò Maria Castelli, ebbe una figlia di nome Giuseppina Adelaide che si unì in matrimonio con Andrea Santuccione di Cepagatti.

Morì a Pianella, nella casa sita in Piazza Garibaldi, nel 1884, 6 agosto, con grande commozione della cittadinanza.

 Scritti a stampa editi e consultati di Paolini Capponi G., Appello alla pubblica opinione di Giacinto Paolini Capponi [ 5 marzo 1861].

Relazione al Consiglio provinciale di Teramo letta a dì 26 luglio 1871 dalla commissione incaricata dell’esame del tracciato della linea stradale Teramo-Ascoli, Teramo, Marsilii,1871.

(di Alessandro Morelli)

 

 

Bibliografia generale

AA.VV. , Compendio storico socioculturale di Pianella, a c. di SOIMS PIANELLA, Cepagatti, 2003.

L’Abruzzo e l’Unità d’Italia, una pagina di storia, a c. di G. Ardito, Roma, 2011.

Colapietra R., L’Abruzzo nel 1860, L’Aquila, 2011.

Baldassarre F., Giacinto Paolini Capponi: l’ultimo tribuno, in «Pia.Ce» ,a.II, n. 4, 2010.

Commemorazione del Presidente del Consiglio Provinciale per il defunto Cav. Giacinto Paolini Capponi, 7 ottobre 1884, Teramo.

Morelli A., La banda musicale di Pianella origini successi prospettive future, Penne, 2013.

Morelli V. Storia di Pianella dal XVII al XIX secolo , (in preparation).

Menichini P., Le elezioni politiche in Abruzzo dall’Unità alla Grande Guerra, Pescara, 2005.

 

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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