Intervento speciale per la Maiella. Identità per lo sviluppo

di Alessandro D’Ascanio*

Quanti luoghi bellissimi può vantare il territorio abruzzese? Innumerevoli e vari. Quanti tuttavia, tra questi, potrebbero annoverare una densità di identità storica stratificata nei secoli che li rendano in grado di conferire, in via di immediata correlazione intuitiva, un carattere di originaria autenticità, unicità, riconoscibilità e specificità all’intero Abruzzo?

Non molti e, tra questi, senza tema di smentite, la magica Maiella madre!
A tacere di altri profili caratterizzanti la montagna sul piano del senso geografico della sua conformazione e collocazione, del suo paesaggio naturale, della sua biodiversità, mi soffermerei su tre elementi del suo essere nel tempo segnati dall’incrocio inestricabile di agire dell’uomo e caratteristiche del luogo:

1. La vicenda di Pietro del Morrone, cardinale nelle dinamiche della cristianità  medievale del Duecento dell’Italia centro- meridionale che, sul piano dell’architettura religiosa, lascia in eredità una rete di Eremi rupestri incastonati su pareti rocciose (Santo Spirito a Maiella, San Bartolomeo in Legio, San Giovanni all’Orfento etc.) espressione di un costruire in armonia con la natura esemplare e unico.

2. Il resistere, fino alla prima metà del Novecento, di una civiltà agro-pastorale della montagna, scissa e diversa dai flussi lunghi della transumanza vasta, caratterizzata da esperienze  comunitarie e locali di allevamento ovino e di agricoltura residuale del tutto originali testimoniate da un patrimonio di architettura in pietra a secco straordinario.

3. L’epopea, complessa e articolata, di un secolo di sfruttamento minerario di asfalto e bitume, animato dalla presenza in loco di pionieri dell’industria abruzzese sperimentatori di tecniche di estrazione, capitani d’industria stranieri, imprese locali, nazionalizzazioni belliche, interventi del regime fascista, con un portato di archeologia mineraria portentoso e affascinante, unico in Italia per lo specifico di questi minerali.

Ora, il paniere di identità abruzzese concentrato sulla Maiella, al netto di dinamiche iniziative dei Comuni, del ruolo rispettivo di tutela e valorizzazione di Soprintendenze e Parco nazionale, merita un intervento speciale, organico e sperimentale, di investimento da parte della Regione proprio per il potenziale di moltiplicatore dei flussi turistici da esso rappresentato.

Non sono sufficienti interventi settoriali. Non bastano le risorse del Pnrr in via di assegnazione, con criteri altamente discutibili peraltro. Occorre riconoscere una specificità, un’urgenza di preservazione e sviluppo di un patrimonio deall’immenso valore, ma fragile, a partire dalla replica delle buone prassi e prefigurando un Distretto volto alla delineazione e implementazione di politiche pubbliche di valorizzazione turistica e culturale pilota ed esemplare per l’intera regione.

Santo Spirito a Maiella di Roccamorice, sette anni fa, versava in una condizione di deplorevole abbandono. Dopo sette anni di restauri (finanziati da 8 per mille, Regione, Parco nazionale), di gestione ( delegata ad una struttura aziendale locale di giovani professionisti, “Ripa Rossa”), di valorizzazione (mediante musica, teatro, set cinematografici di rango internazionale , su tutti Paolo Sorrentino), si presenta esperimento unico in Appennino di Eremo/Abbazia musealizzato, fruibile con servizi di alta qualità, con presenze annue vicine ai 30mila ingressi.

Ci si consenta di estendere agli altri profili di identità della Maiella quanto gia’ posto in essere nello specifico del patrimonio eremitico. Per il bene dell’Abruzzo!

*sindaco di Roccamorice, Consigliere Provincia di Pescara

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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Un commento

  1. Condivido il contenuto dell”articolo. Roccamorice sta dimostrando che si può fare di più e meglio, investendo su una politica del fare, con una programmazione a medio termine che consente di fare verifica e modificare ,nel tempo, alcune iniziative.per un risultato adeguato c’è bisogno del ruolo del Parco, della collaborazione convinta della Provincia e soprattutto di un piano regionale di svluppo delle risorse storiche, paesistiche e turistiche

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