L’Abruzzo e la ZES Unica-SUD: l’illusionismo elettoralistico del Centrodestra e il silenzio “ignorante” del Centrosinistra.

di Angelo Orlando*

La kermesse Abruzzo Economy Summit del 21-22 settembre a Pescara ha visto
come protagonisti, esuberanti e brillanti, soprattutto due Ministri, il Ministro Fitto
con la sua più recente creatura, il “ Decreto Sud” e il Ministro Urso, – Imprese e
Made in Italy.
Analizziamo, per ora, la “ creatura”.
Il 27 luglio 2023, in veste di Ministro per gli Affari Europei, il sud, le Politiche di
Coesione e il PNRR, ha inviato le proposte per la revisione di PNRR e Capitolo
Repower EU alla Commissione europea.
Tra le nuove misure, la ZES unica del Mezzogiorno, misura da adottarsi entro il 31
dicembre 2023, per superare la perimetrazione prevista dalla normativa vigente,
riforma rivoluzionaria a cui “ sarebbe associato un investimento che prevede: il
finanziamento di crediti di imposta concessi all’imprese che abbiano un
programma di attività economiche imprenditoriali o di natura incrementali…, un
sostegno finanziario ai progetti di investimento all’imprese che abbiano programmi
di attività economiche imprenditoriali nell’aria Zes”.
Conseguentemente, il 19 settembre 2023, sulla Gazzetta Ufficiale è stato
pubblicato il Decreto legge n. 124: “ Disposizioni urgenti in materia di politiche di
coesione, per il rilancio dell’economia nelle aree del Mezzogiorno del Paese,
nonché in materia di immigrazione”.
Art. 9, comma 2 “ A far data dal 1 gennaio 2024 è istituita la Zona economica
speciale per il Mezzogiorno- Zes unica, di seguito denominata “ ZES unica”, che
ricomprende i territori delle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise
Puglia, Sicilia, Sardegna”( guarda caso, le circoscrizioni IV e V per le elezioni
europee!).
Art. 10- Presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri è istituita la Cabina di regia
ZES, con compiti di indirizzo, coordinamento, vigilanza e monitoraggio…
L’istruttoria tecnica delle riunioni della Cabina di regia è svolta da una segreteria
tecnica… Presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri… è istituita una struttura
di missione denominata “Struttura di missione ZES”… la struttura di missione Zeus
può assumere le funzioni di stazione appaltante… A decorrere dalla data indicata
nel decreto i commissari straordinari…. cessano dal proprio incarico”.
Art. 11. Il piano Strategico della ZES unica ha durata triennale e definisce… i
settori da promuovere e quelli da rafforzare, gli investimenti, gli interventi… La
Struttura di missione, poi, predispone uno schema di Piano strategico.
All’articolo 12, Portale web della ZES unica, all’ articolo 13 lo Sportello unico
digitale ZES – S.U.D. ZES.
Art. 14 – Procedimento unico… “… I progetti inerenti all’attività economica, ovvero
all’insediamento di attività industriale, produttive logistiche all’interno della Jesse
unica, da parte di soggetti pubblici o privati, sono di pubblica utilità, indifferibili ed
urgenti “, Art. 15 – Autorizzazione unica, procedimento unico e autorizzazione
unica che, secondo la normativa europea devono essere in linea con il principio
DNSH- Do Not Significant Harm, non fate troppi danni del piano ambientale-!
Finalmente, all’articolo 16, quella che è considerata la misura decisiva, il credito
d’imposta “ Per l’anno 2024 alle imprese che effettuano un’acquisizione di beni
strumentali indicati nel comma 2, destinati a strutture produttive ubicate nelle zone
assistite delle regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna e
Molise, ammissibili alla deroga prevista dall’articolo 107, paragrafo 3 lettera a), del
Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea e delle zone assistite della regione
Abruzzo, ammissibili alla deroga prevista dall’articolo 107, paragrafo 3, lettera c)…
è concesso un contributo sotto forma di credito d’imposta”.
Ora, questo credito d’imposta ricalca, in buona sostanza, quello già determinato
da normative precedenti e spetta all’imprese che dal 1 gennaio 2024 e fino al 31
dicembre 2026 effettuano l’acquisto di beni strumentali nuovi destinati alle
strutture produttive ubicate nelle zone assistite.
Possono godere di questa agevolazione gli investimenti relativi all’acquisto di
macchinari, impianti e attrezzature, anche mediante contratti di locazione
finanziaria, all’acquisto di terreni e all’acquisizione, realizzazione e ampliamento di
immobili strumentali agli investimenti. Tuttavia questo credito d’imposta,
commisurato alla quota del costo complessivo dei beni agevolabili,
precedentemente era nel limite massimo di 100 milioni di euro per ciascun
progetto di investimento, mentre ora bisogna aspettare il decreto ad hoc che il
Presidente del Consiglio ha promesso di emanare entro il 30 dicembre 2023.
Questo è il decreto celebrato a Pescara come il viatico di un nuovo sviluppo.
La realtà, soprattutto per l’Abruzzo, sembra essere piuttosto problematica.
Ecco un primo elenco di dubbi e osservazioni:
1) L’Europa, ogni tre anni, elabora una classifica in base a 68 criteri di valutazione
per misurare l’Indice di Competitività Regionale. L’edizione 2022, – posto
numero indice dell’Eu 27 = 100 e media Italia 84,1 – offre questo risultato:
Abruzzo, classificato come regione “ in transizione “ con una valutazione 77,2,
occupa il posto 185/234. Le altre regioni sono tutte classificate come “regioni
meno sviluppate”: Molise 69,9 e 197/234, Campania 68,4 e 200/234,
Basilicata 68,1 e 201/234, Puglia 67,1 e 203/234, Sardegna 67,1 e 203/234,
Sicilia 60,1 e 219/234, Calabria 58,8 e 222/234.
Ora, sulla base di quanto indicato dall’articolo 16 del decreto, l’Abruzzo avrà lo
stesso regime di aiuti delle altre sette regioni?
Alle sette regioni toccano, in quanto compatibili con il mercato interno – art.107
TFE, comma 3, lettera a)- “gli aiuti destinati a favorire lo sviluppo economico delle
regioni ove il tenore di vita sia anormalmente basso, oppure si abbia una grave
forma di sottoccupazione, nonché in quello delle regioni di cui all’articolo 349,
tenuto conto della loro situazione strutturale, economica e sociale” (l’articolo 349
contempla misure che riguardano politiche doganali e commerciali, politica fiscale,
zone franche, politiche in materia di agricoltura e di pesca, condizioni di fornitura
delle materie prime e di consumo, primari, aiuti di Stato e condizioni di accesso ai
fondi strutturali e ai programmi orizzontali dell’Unione per le regioni che vedono
aggravata dall’insularità la loro condizione. Quindi, la Sicilia e la Sardegna hanno
un ulteriore regime particolare, anche in base all’articolo 119, comma 6 della
Costituzione, regime ribadito anche nei progetti di legge del Governo
sull’autonomia differenziata).
All’Abruzzo, invece, toccano “ gli aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di talune
attività o di talune regioni economiche, sempre che non alterino le condizioni degli
scambi in misura contraria al comune interesse” secondo l’articolo 107, comma 3,
lettera c) – e non a) come per le altre regioni- del trattato, TFE.
Questo spiega anche perché nessuno dei 2200 esperti che dovranno aiutare gli
enti locali sarà assunto in Abruzzo? Le interrogazioni parlamentari non hanno
senso!
2). ”Una partita tutta da giocare è anche il Piano strategico che ha durata triennale
e deve tenere conto di ciò che è scritto nel PNRR, dove la Zes unica è prevista. Le
otto zone attuali formeranno un mercato unito dove lo Stato rinuncerà a prendere
denari. Mezza Italia a fiscalità differenziata? E il Ministro Giancarlo Giorgetti che
prepara la manovra di bilancio? La fiscalità diversa Nord-Sud “è un’altra cosa che
abbiamo già sperimentato spiega Giannola ( fiscalizzazione degli oneri sociali poi
cancellati dalla UE, ndc.) (First online 24 settembre 2023).
3) La dotazione finanziaria del Piano strategico è di 4,5 miliardi di euro ovvero 1,5
miliardi all’anno fino al 2026. La copertura arriverà per 500.000 € annui dai fondi
europei Fesr, mentre il restante miliardo annuo dovrebbe emergere dalla
riorganizzazione del PNRR. E’ una dotazione sufficiente? Se questi fondi sono
diluiti sulle otto regioni, visto che la sola Zes Campania ha attirato investimenti per
oltre 1 miliardo, sono evidentemente insufficienti.
4) L’Abruzzo parte nella nuova esperienza alla pari con le altre regioni? La
Sardegna, oltre al regime particolare di insularità, già dal 2019 ha strutturato un
sistema basato essenzialmente sul confronto con il successo della Polonia (a
proposito, il modello polacco è articolato in una specializzazione produttiva delle
14 Zes ed appare decisamente funzionale. Come sarà il progetto strategico della
Zes unica?).
Campania e Sicilia hanno già avviato progetti strutturali che dovranno essere
completati. Molise e Basilicata sono interconnessi con la Puglia con due progetti di
Zes interregionali. La SVIMEZ aveva elaborato un disegno unitario, prima della
scelta di Fitto, per il Mezzogiorno, senza l’Abruzzo, per rafforzare la funzione
strategica nel Mediterraneo costruendo un poligono che lega Bari, Taranto,
Catania, Palermo e Napoli, una tessitura, una connessione, per contrastare anche
la fragilità e la marginalità delle aree interne del sistema Italia.
5) Qualcuno ha misurato l’indice di attrattività delle aree in base alla dotazione
infrastrutturale? L’ Abruzzo, ad esempio, ha una dotazione infrastrutturale pari a
68.1, superiore soltanto a quella di Molise e Basilicata, decisamente inferiore alla
Calabria con 73.8, alla Sicilia con 85.8, alla Puglia con 85.1, alla Campania con
104.1.
6) L’Abruzzo, nel periodo 2012-2017, ha avuto un calo del 25,5% di iscritti
all’università, calo decisamente superiore a quello delle altre sette regioni.
Qualcuno, ancora, ha misurato il grado di invecchiamento della popolazione e il
grado di spopolamento delle aree interne confrontandolo con il dato abruzzese?
7) L’Abruzzo era sotto osservazione da parte della Comunità europea ed era
collocata tra le regioni a rischio di trappola dello sviluppo. Tra gli elementi
fondamentali di pericolosità c’era debolezza strutturale di aeroporti e ferrovie.
Qualche giorno fa qualcuno ha già parlato di questo profondo squilibrio di
potenzialità tra l’Abruzzo e le Marche.
8) A proposito di Marche. Questa regione, come l’Abruzzo in regime di transizione,
a differenza dell’Abruzzo, soprattutto per la presenza dell’interporto di Senigallia e
del porto di Ancona ( che ne sarà nella Zes unica dei porti di Ortona e Vasto ?),
sarà inevitabilmente attirata nella sfera di sviluppo delle zone logistiche
semplificate, ZLS, dell’alto Adriatico, in connessione con le prospettive di crescita
economica delle aree che, su questo versante, arrivano fino al porto di Trieste,
coinvolgendo Emilia-Romagna, Veneto e FVG, mentre dal versante tirrenico, si
creano anche sinergie sul piano commerciale e logistico tra regioni come
Piemonte, Liguria e Lombardia.
9) Alla fine come si concilia il progetto di ZES unica con il progetto di autonomia
differenziata? È normale che lo stesso governo da un lato differenzi e dall’altro
centralizzi ?
Con la ZES unica recitiamo il verso 51 de “ La ginestra, il fiore del deserto” di
Leopardi, magnificando “ le magnifiche sorti e progressive” o il 201, “ Non so se il
riso o la pietà prevale”?
Nota finale di servizio.
Il Decreto Sud conferma anche che il complesso delle risorse del Fondo di
Sviluppo e Coesione, per il periodo di programmazione 2021-2027, è destinato a
sostenere esclusivamente interventi per lo sviluppo, con questa ripartizione:
80% nelle aree del Mezzogiorno, 20% nelle aree del centro Nord.
Il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo
sostenibile, CIPESS, nella seduta del 3 agosto 2023, ha così ripartito i fondi:
totale Mezzogiorno 26.001.676.730,23
anticipazione 2.062.307.110,17,
importo netto 23.939.369.620,06.
Abruzzo importo lordo 1.257.403.209,90,
anticipazioni 97.523.994,62,
importo netto 1.159.879.215,28 .
Amen!

*Insegnante, viene eletto al Senato della Repubblica nel 1994 nelle file di Rifondazione Comunista e per la XII legislatura fa parte della Commissione Finanze e Tesoro e di quella Agricoltura. Successivamente è per due mandati consigliere regionale in Abruzzo sempre per il PRC.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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