Per la storia della famiglia Sabucchi. La villa di Pescara

di Alessandro Morelli*

Villa Sabucchi, danneggiata nel 1943 nella Seconda guerra mondiale, fu abbattuta negli anni Sessanta.

Oggi, nei luoghi che ricordano tanti fatti storici ed un turismo balneare sul finire dell’Ottocento, è presente un parco pubblico. Alcuni terreni furono concessi per la costruzione dei villini dei ferrovieri.

Quando Don Giacomo Sabucchi, la mattina, usciva in carrozza dal suo palazzo gli uomini si levavano il cappello non in segno di timore, ma di deferenza e rispetto per ciò che rappresentava per Pianella.

Agricoltura, zootecnia, allevamento del baco da seta sono queste alcune delle passioni del gentiluomo pianellese. Nel 1907 Giacomo Sabucchi fu insignito del titolo di Cavaliere dell’ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro.

Per l’interesse della comunità Giacomo seguiva con attenzione la politica.

A livello nazionale appoggiò l’ing. Mario Chiaraviglio, esponente della sinistra e genero di Giolitti, nelle elezioni politiche del 1911 con una attiva campagna elettorale nel collegio.

Le vicende della banda musicale, in diversi frangenti, non gli furono estranee e si adoperò per mantenerne il funzionamento e conservare il prestigio guadagnato nelle piazze.

Seguì con attenzione la nascita dell’Acquedotto consorziale del Tavo (torneremo in un prossimo articolo) con un progetto presentato a Penne per la prima volta dal sindaco Cav. Ferdinando Castiglione nel 1893 davanti ai sindaci del consorzio. Le comunità interessate salutarono con entusiasmo la realizzazione dell’opera già a partire dal 1913.

Coniugato con Maria Pia Julii Capponi, nel 1922 fece rientrare a Pianella da Graz, con prima tappa a Castellammare da Villa Sabucchi, le spoglie del figlio Antonio, nato a Pianella il 25 marzo 1894 nel palazzo di via Umberto I e morto il 26 febbraio 1918 nel primo conflitto mondiale, in prigionia a Kleinmunchen in Austria per una polmonite, con ferite riportate in combattimento e sottoalimentazione; sepolto provvisoriamente in una fossa.

Il curato di campo Federico Meier si occupò di redigere l’atto da trasmettere alle autorità italiane.

Dopo un lungo iter e con l’interessamento di Giacomo Acerbo finalmente la famiglia straziata dal dolore ebbe modo di porgere l’ultimo saluto al caro e riportarlo nel luogo natio.

La solenne cerimonia funebre, a cui parteciparono la famiglia de Felici al completo, Enzo Basile, Alberto Coppa di Città S. Angelo, le autorità civili, militari e religiose partì da Castellammare Adriatico e arrivò a Pianella. Dal centro di Pianella, seguito da una folla immensa, il corteo funebre si snodò per Borgo Carmine alla volta della Cappella Sabucchi, sita nella contrada S. Maria a Lungo, dove avvenne la tumulazione.

A ricordo permanente del fratello caduto in guerra, Erminia Sabucchi, rispettando la volontà dei genitori Giacomo e Maria Pia Capponi, fondò nel 1928 l’Asilo Infantile intitolato ad Antonio Sabucchi, per assicurare ai figli di artigiani, operai, contadini una adeguata assistenza alimentare e scolastica.

Bibliografia
A. D’Orazio – V. Morelli, Le tabacchine, Pescara, Ires Abruzzo, 2008.
V. Morelli, a c. di, rist. anastatica, Le città d’Abruzzo Pianella e il suo risveglio, Cepagatti, 2018.
V. Morelli, Pianella tra le due guerre, Pescara, 2004.

Sitografia
R. Di Leonardo, il-contributo-di-giacomo-sabucchi-alla-vittoria-di-mario-chiaraviglio-alle-elezioni-del-1911. Marzo 2021.

Foto
Fig. 1 Pescara, Villa Sabucchi prima della demolizione, nelle vicinanze una fornace per laterizi.

*storico

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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