Sanità, il Tavolo di monitoraggio: giudice inflessibile, principio di verità assoluta, oracolo, autorità indiscussa e indiscutibile! Ma è vera gloria?

di Angelo Orlando

Il Tavolo di monitoraggio romano-gli abruzzesi lo conoscono così-è stato istituito con la legge 311/2004. E’ composto da rappresentanti del Ministero dell’Economia e delle Finanze, del Ministero della Salute, dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, dai rappresentanti della Conferenza delle regioni e delle province autonome, dai rappresentanti della regione esaminata e dall’advisor contabile.

Oltre alla verifica degli adempimenti regionali verifica anche i Livelli Essenziali di Assistenza (Lea). Con il D.M. 12 marzo 2019 é stato introdotto il Nuovo Sistema di Garanzia (NSG) per il monitoraggio dell’assistenza sanitaria, operativo dal 1 gennaio 2020. Questo strumento deve verificare che tutti i cittadini italiani ricevevano le cure e le prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza. A questo fine sono stati individuati:

  • 16 indicatori per la prevenzione collettiva e sanità pubblica;
  • 33 per l’assistenza distrettuale;
  • 24 per l’assistenza ospedaliera;
  • 4 indicatori di contesto per la stima del bisogno sanitario;
  • un indicatore di equità sociale;
  • 10 indicatori per i percorsi diagnostici-terapeutici-assistenziali, PDTA.

In Abruzzo, prima per la maggioranza, tempo dopo per l’opposizione, mai a disposizione del cittadino comune, il verbale del tavolo è il “VERBO”, il testo sacro arena delle canoniche, oramai anche stucchevoli, baruffe della politica!

Se analizziamo, però, le modalità di verifica dei Lea, questa “fede” appare quantomeno discutibile!

A pagina 77 del verbale del 24 marzo 2026, al punto G1, “Monitoraggio erogazione dei Lea-Nuovo Sistema di Garanzia (NSG)” troviamo questa tabella:

NSG – Valutazione indicatori core
Regione Anno 2021 Anno 2022 Anno 2023 Anno 2024
Prevenzione 78 49 54 78
Distrettuale 68 62 45 74
Ospedaliera 69 73 83 75

Una regione è adempiente quando il punteggio è compreso tra 60 e 100; non è adempiente quando il punteggio è inferiore a 60.

Leggiamo la conclusione del Tavolo, ribadita a pagina 106 del verbale:

“Nel 2024 con riferimento all’Area Prevenzione e all’Area distrettuale, si rileva un evidente incremento (di grazia, in quali indicatori?) rispetto all’anno 2023 che consente di raggiungere per entrambe le aree il punteggio di adempienza. L’area ospedaliera registra un decremento rispetto all’anno 2023 rimanendo tuttavia nell’intervallo di adempienza”.

Tutto pacifico e definitivamente assodato? In una nota del 16 luglio 2026 l’Assessore alla sanità-entusiasta-scrive: “… la nostra regione prosegue il percorso virtuoso intrapreso negli ultimi anni”!

Ma, Tavolo e Assessore, sul tema dei LEA, non c’è anche questa categorica norma dello Stato?

Articolo 27 del Decreto legislativo 68/2011

Determinazione dei costi e dei fabbisogni standard regionali

Articolo 27, comma 3

“… Costituiscono indicatori della programmazione nazionale per l’attuazione del federalismo fiscale i seguenti livelli percentuali di finanziamento della spesa sanitaria:

a) 5% per l’assistenza sanitaria collettiva in ambiente di vita e di lavoro;
b) 51% per l’assistenza distrettuale;
c) 44% per l’assistenza ospedaliera”.

Articolo 27, comma 13

“Resta in ogni caso fermo per le regioni l’obiettivo di adeguarsi alla percentuale di allocazione delle risorse stabilite in sede di programmazione sanitaria nazionale, come indicato al comma 3”.

È stato rispettato questo “obiettivo”? Sembrerebbe proprio di no!

La prova? Eccola con un excursus nel tempo:

Allocazione delle risorse nel tempo
Area 2012 2016 2019 2020 2021 2022 2024
Prevenzione (5%) 4,26% 5% 3,8% 4% 4% 4% 4,3%
Distrettuale (51%) 47,61% 50% 48,5% 49% 48% 50% 48,5%
Ospedaliera (44%) 48,13% 45% 47,7% 47% 48% 46% 47,2%

Traduciamo, ora, gli scostamenti milionari nel periodo del “percorso virtuoso” dell’Assessore:

Scostamenti in euro
Area 2020 2021 2022 2023 2024
Prevenzione -24.000.000 -29.546.320 -31.330.802 -30.010.585 -22.100.000
Distrettuale -70.384.602 -89.268.000 -30.800.000 -61.723.380 -80.000.000

Adesso, valutate le “donazioni” all’Area ospedaliera, possiamo chiederci se possono essere considerati “legittimi” questi rilevanti spostamenti di risorse, con forte penalizzazione per Prevenzione e Area distrettuale?

Il Tavolo di monitoraggio non avrebbe dovuto segnalare, e condannare, negli anni questo fenomeno?

Il passaggio, a volte clamoroso, da valutazioni fortemente negative a valutazioni decisamente positive non dovrebbe essere spiegato, con riferimento a tutti gli indicatori core?

La politica abruzzese, ferocemente impegnata nella “caccia al tesoretto”, non dovrebbe, invece, chiarire quanto siano rispettati in Abruzzo gli articoli 3 e 32 della Costituzione della Repubblica italiana?

Alla fine, ma all’opposizione non interessa chiarire i termini e le conseguenze della possibile pre-intesa dichiarata dal ministro Calderoli e, soprattutto, quanto costerebbe ai cittadini in termini di rinuncia alle cure e di ricorso al privato nel coma profondo della sanità pubblica della nostra regione?

 

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

Controllate anche

Automotive in crisi: la “neutralità tecnologica” e il processo italiano alle “follie del green deal” e a Carlos Tavares!

di Angelo Orlando   Il mantra del Governo italiano e di Confindustria: “Basta con il …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *