di Angelo Orlando
Egregio Presidente, non oso definirLa “caro” perché Lei sarà molto “caro” agli abruzzesi che l’hanno votata, ma, purtroppo, è decisamente troppo più “caro” per tutti gli abruzzesi che non sanno più che cosa sia la sanità pubblica!
Per uno strano gioco del destino, il suo interesse politico corrisponde, questa volta, all’interesse degli abruzzesi che vorrebbero farsi una doccia con l’acqua pubblica ad un costo minore di una doccia con champagne privilegiati come, ad esempio, il Crystal Roederer o il Dom Perignon!
Ammetto che Lei abbia un alto grado di resistenza: Lei non si scoccia se nel suo entourage c’è qualche imprudente e se a Lei riservano sospiri e non respiri.
Mi permetto, sommessamente e umilmente, di consigliarLe di non votare in Giunta un provvedimento relativo alla riorganizzazione del Servizio idrico integrato abruzzese.
Non si lasci ingannare dal fatto che la “mirifica” legge regionale 12/2026 non sia stata impugnata dal Dipartimento Affari regionali e per le Autonomie e del suo Governo di riferimento!
È già accaduto nel 2009, quando il Governo Berlusconi IV, con l’Onorevole Meloni Ministro della Gioventù non ha osservato una norma, costituzionalmente illegittima, che ha stravolto il Sistema Sanitario Regionale abruzzese.
Prima di firmare qualsiasi atto che obbedisca alla proposta dell’ERSI, richiami i baldi giovani che hanno votato la legge 12/2026.
Lei chieda, a tutti! di confrontare il dettato di quella legge e della sua traduzione nella proposta dell’ERSI con tutte le normative europee e nazionali.
Mi permetto di ricordarLe che, per quanto riguarda la gestione del Servizio idrico integrato, esistono il decreto legislativo 152/2006, il decreto legislativo 50/2016, il decreto legislativo 175/2016, il decreto legislativo 201/2022 così come emendato dalla legge di concorrenza 2025, il decreto legislativo 36/2023, mai citato in quella che viene definita Relazione tecnica.
Se, poi, ha voglia di ulteriori chiarimenti, a proposito di una insostenibile leggerezza normativa, rilegga l’articolo 4 della legge 12/2026, quella che, secondo i brillanti esponenti dell’opposizione, sarebbe stata migliorata grazie alla spinta rivoluzionaria dei sindacati, e poi spieghi se produce effetti!
Tenga poi conto che nella relazione tecnica dell’ERSI, relazione impropriamente definita tecnica, non si spiega per quale motivo le sei società di gestione del servizio idrico integrato siano attualmente in house e, soprattutto, non viene mai citato il decreto legislativo 36/2003.
Consigli poi ai baldi giovanotti di leggere, in parallelo con la Relazione tecnica, le 288 pagine della Relazione della Corte dei Conti del giugno 2026 (In quanti hanno letto le 288 pagine e conosciuto tutti i dettagli del sistema idrico integrato della Regione Abruzzo?)!
Se poi ha qualche dubbio, si rivolga a quell’Amministrazione, di Centrodestra, che ha introdotto il sistema in house nel 2003 e,, soprattutto, si faccia spiegare, ad esempio dal sen. Di Stefano, come è nato il comma 5 dell’articolo 92 della legge 7/2003, con la benedizione dell’allora Ministro alle infrastrutture, Altiero Matteoli.
Alla fine, trasformando un vecchio adagio, visto che per l’opposizione non ha motivo di preoccuparsi, piuttosto si preoccupi dei suoi “alleati”!
Ricordi, poi, che una riforma non deve essere ispirata soltanto a criteri di efficienza efficacia ed economicità, ma deve riguardare, soprattutto, accessibilità, socialità, universalità!
Perdoni il disturbo, Egregio presidente, e mi permetta di augurarLe di non finire “in bocca al lupo”!
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