di Franco Leone
Se nel frattempo avessero tolto le tasse ai cittadini abruzzesi, al contrario chiamati a coprire con le loro rimesse fiscali a coprire il disavanzo della sanità, potremmo salutare con soddisfazione la notizia “propagata” dal Presidente sul recupero di un Tesoretto dalle spese. Ma questa idea malsana, creata da una fantasia sfrenata, che alimenta l’azione della Giunta regionale e del suo Presidente, non ha molta ragione di esistere. Loro sono stati talmente inefficaci, sin dall’arrivo nel 2019, e a proseguire fino ad oggi, che per coprire le loro incapacità di governo, hanno solo messo le mani nelle tasche degli abruzzesi, mai raddrizzando voci di spesa, come ad esempio la Mobilità Negativa che viaggia a 100 milioni l’anno. Ma occupiamoci “banalmente” di questo tesoretto, che secondo dati portati a nostra conoscenza, sono un semplice risultato tra la esistenza di 40 milioni di euro di tasse in più, insieme al taglio di servizi , per oltre 100 milioni di euro ai Dipartimenti regionali. Una sforbiciata che ha riguardato servizi, personale e investimenti. Ora leggiamo che, con queste “genialate”, la Giunta Regionale ha addirittura realizzato un “tesoretto” che nasce da un disavanzo che si abbassa fino a 83 milioni di euro, risparmiando circa 30 milioni di euro. E lo chiamano addirittura “tesoretto”. Siamo arrivati all’assurdo di un Presidente “ubriaco” di protagonismo propagandistico arrivato a dire che i soldi tolti ai cittadini o i servizi e personali tolti dal funzionamento di servizi essenziali, costituiscono un suo successo personale: un tesoretto. L’unica regione che gode di uno stato di attenzione da parte del Governo che è arrivato, in occasione della approvazione del Bilancio Preventivo, a votare un emendamento denominato “salva Abruzzo” per sottoporre, a controllo ministeriale, lo spreco di risorse che questo governo regionale “perpetra” da anni nella sanità sfasciandola. Il Presidente, invece di lodarsi su tesoretti inesistenti, se lavorava meglio, poteva “vantarsi” di avere almeno organizzate le Case della Comunità. Argomento esistente solo nei comunicati stampa, però inesistente nella comunicazione dei siti della sanità, siano essi ASL o Portale della Regione. Sono assenti, senza indicazione sui servizi erogati o come i cittadini possono accedere. Esistono solo nelle “sontuose” inaugurazioni . Allora invece di lodarsi per inesistenti tesoretti, che sono solo soldi tolti dalle tasche dei cittadini, comincino a comunicare, come e dove funzionano, i servizi essenziali delle Case della Comunità. Abbandonare fantasie sulla esistenza di tesoretti , un frutto di una cultura della Propaganda, senza rispetto per gli abruzzesi, per dare le notizia giuste ai cittadini alle perse con le file e i disservizi sanitari, colmati solo dalla buona volontà, e dalla pazienza, dei pochi operatori addetti. Se si vuole comunicare si inizi a dare notizie utili agli abruzzesi. Ad esempio ? Apro il sito della sanità regionale e trovo tutto. Quali sono le Case della Comunità aperte nel rispetto della erogazione dei servizi essenziali previsti dal DM77, se sono stati fatti gli atti di assegnazione del personale sanitario e professionale per rendere operativi i servizi previsti. Poi per buona educazione, chiedere scusa agli abruzzesi, che rinunciano alle cure a seguito della inefficienza delle liste di Attesa, o che non hanno possibilità di reddito per accedere alle cure, in maniera diversa, visto che il servizio pubblico non li riesce più ad erogare. La rinuncia alle cure è diventato uno degli assi di verifica, da parte di Agenas, della efficienza dei servizi sanitari che ci fanno sapere che in Abruzzo siamo proprio gli ultimi nella classifica, delle regioni, riferita alla rinuncia dei cittadini alle cure sanitarie.
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