Una divertente festa di compleanno a Pescara.

di Achille Lucio Gaspari*

Pescara è una città dinamica; è assolutamente abruzzese ma allo stesso tempo è cosmopolita. Potrebbe essere localizzata in qualsiasi punto delle coste italiane o anche altrove il Mediterraneo bagna le spiagge.

Questa particolare vitalità l’ho percepita partecipando alla festa di compleanno di Angelica Bianco ben nota giornalista e “relation woman” La modalità scelta è stata originale e piacevole: nel pomeriggio ci siamo imbarcati sulla Lady Q ormeggiata nel bel porto turistico di Pescara e durante la navigazione verso sud abbiamo degustato un ottimo aperitivo. Il rientro in porto è avvenuto durante il tramonto, un vero spettacolo di colori e di ombre. Gli ospiti erano gli amici più cari di Angelica che festeggiava i suoi splendidi 40 anni. Molti erano i coetanei, ma non mancavano alcuni più anziani, coppie assai giovani e alcuni deliziosi bambini. Abbiamo gustato una ottima cena di pesce allietati dalla coinvolgente musica di un bravo sassofonista che ha spinto molti di noi a cedere al ritmo del ballo sull’esempio di Angelica bella è brava ,un vero vulcano di vitalità. Apoteosi finale con gustosi dolci innaffiate da un Moet Magnum.

Io ho partecipato ma, come è mia abitudine, anche riflettuto. Molteplici pensieri hanno affollato la mia mente. La prima cosa che ho pensato è che si deve far tesoro di questi momenti di spensieratezza. Bisogna gettarci alle spalle, almeno per un po’ di tempo, affanni e preoccupazioni che turbano la nostra vita ed assaporare con avidità questi momenti felici. Ho considerato quanto importante sia l’amicizia, come questi fratelli che noi ci siamo scelti, sanno riscaldare i nostri cuori. Se c’è un tesoro che merita di essere preservato e difeso, questo tesoro è l’amicizia. Non è mancata una riflessione sullo scorrere impetuoso del tempo e su come la gioventù se ne fugge via senza che noi ce ne rendiamo conto. Come ho festeggiato i miei 40 anni? Non me lo ricordo. Ero da pochi mesi diventato professore ordinario; stavo per lasciare il Policlinico Umberto I° ed imbarcarmi con determinazione ed ambizione in una nuova avventura. Non dico che non ci si debba impegnare; è necessario farlo sempre e in modo particolare in quel periodo della vita che è il più importante per il presente e per l’avvenire. Non ci si deve però estraniare dalle sensazioni e dai sentimenti che sono la parte più importante della nostra vita. Quando sono sceso dalla barca quel poco di nostalgia, di malinconia e di pentimento che aveva occupato il mio cuore si è dissolta. Sotto quel cielo stellato illuminato da un quarto di luna ho capito che il nostro valore sta in quello che abbiamo costruito di buono e nell’amore che proviamo e che siamo capaci di suscitare.

*Professore Ordinario Emerito, Direttore Sezione Clinica Chirurgica, Facoltà di Medicina e Chirurgia
Università degli Studi di Roma Tor Vergata

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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Un commento

  1. Come dice il saggio: tutto finisce, tranne il bene che hai fatto.

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