Vertenza Abruzzo. Gobetti e il caro salute. Ma gli abruzzesi sanno che rischiano il caro-salute?

di Angelo Orlando*

Buonasera. Sono Piero Gobetti, scrittore e politico piemontese, questo per chiarire che il problema di cui discutiamo non è letto solo da intellettuali meridionali.

Mi dicono, e non ho motivo per dubitarne, che il 28 ottobre (ricorda qualcosa questa data?) il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie del Governo Meloni, il senatore Roberto Calderoli, leghista, sul mitico “ Corriere”, ha fissato la road map per la realizzazione del progetto dell’autonomia differenziata, il progetto nato nelle larghe pianure ai piedi delle Alpi.

Ha, in sintesi, detto che il Natale del 2022 segnerà la confezione del pacco- regalo, il Natale 2023 la consegna agli italiani del pacco confezionato ( il Ministro, fine psicologo, capace di leggere le contraddizioni interne a partiti e movimenti sul tema, allenatosi dal 2001 al 2005, -il governo più longevo della storia repubblicana, il Berlusconi II-, sul tema della devoluzione assieme a FI, Alleanza Nazionale, Lega, CCD-CDU…, -più o meno gli stessi d’oggi , mutato nomine-, erede del Contratto per il “ Governo del Cambiamento” firmato con i grillini, ammiratore del piddino Presidente dell’Emilia-Romagna,

-attuale possibile segretario di un “nuovo?” PD-, e per questo padrone della debolezza di ipotetici oppositori, oltretutto sublime esperto, come nessun altro, di filibustering, l’ostruzionismo, e di tagliole anti-ostruzionismo, conta anche sul ricorso al voto di fiducia sulla sua proposta, visto che si è dichiarato “ soddisfatto” del discorso programmatico del Presidente del Consiglio?).

Provo a spiegare, cari abruzzesi, che cosa c’è per voi in quel pacco. Il bilancio regionale abruzzese “reale”, senza partite di giro, è di circa 3.300.000.000 di euro e circa l’80% di questa somma riguarda il finanziamento del Sistema Sanitario Regionale.

Guardiamo le cifre della gestione sanitaria regione Abruzzo al 2021: totale dei tributi destinati al finanziamento della sanità :

2.562.156.410,05 €;

di questi:

Irap
208.034.847,28 €,
Addizionale Irpef sanità
182.872.516,11€,
Altri tributi
51.621.361,14€,
Compartecipazione Iva-sanità
2.119.627.685,52€
(se a queste cifre aggiungiamo

219.336.680,20€ di trasferimenti correnti

arriviamo alla

spesa complessiva 2.781.493.625,70€

Quindi, ogni abruzzese “costa” circa 2.000

euro

contribuisce per meno di 200

euro

( chiedete ai vostri sindaci chi paga l’addizionale comunale e scoprirete che il 92% circa delle addizionali è pagato da dipendenti e pensionati!) Cosa succederà al sistema sanitario abruzzese in caso di ridimensionamento della compartecipazione Iva, per finanziare le nuove competenze richieste dalle regioni del Nord?

Già oggi c’è una mobilità passiva di circa 200 milioni di euro e nessuno ha mai calcolato, ammesso che sia possibile calcolarlo, quanto pesi l’out of pocket, la spesa privata dei singoli, sulle tasche dei cittadini abruzzesi.

Cosa potrebbe succedere domani, se già oggi il SSR non offre risposte convincenti alla domanda di cure?

Cari, se poi vi dicono che attrezzeranno formidabili strumenti di tutela come Costi Standard, Livelli Essenziali di Prestazioni, i LEP, e via dicendo, lasciate perdere!

Scusandomi per l’intermezzo, vi spiego il mio punto di vista dal passato. Nella mia breve vita, muore giovane chi al cielo è caro, ho fondato e diretto tre riviste, Energie Nuove, Rivoluzione liberale, il Baretti.

Sono sempre stato convinto che fascismo sia stato soprattutto rivelazione dei mali storici dell’Italia.

Pur nella mia concezione liberale della politica e della storia, guardo con interesse al movimento socialista. Ma c’è un altro fatto chiaro ed evidente. Oggi come ieri noi riaffermiamo con certezza assoluta che crediamo i socialisti incapaci di risolvere il problema meridionale, come erano incapaci di risolverlo gli industriali.

Ad un interesse particolare se ne sostituisce un altro. Qui è il disastro.

In tutta la rivoluzione noi vediamo solo mutamento di individui e di nomi: Questo ci schianta l’anima. Noi abbiamo più cuore per sperare. Vediamo dinanzi lo sfacelo, terribile ed imminente. Il cozzo tremendo, inevitabile in regime protezionista e dispendioso, tra Nord e Sud. L’unità che si spacca. La nazione che rovina.

Il popolo ignora la questione. Vicino all’abisso gioca con le formule. Come le sue classi dirigenti. Anni di conquiste faticose, secoli di sforzo culturale comune si possono oggi infrangere; la vita nazionale può esserne sfasciata per decenni E il popolo fa questione di parole.

Noi unitari non possiamo accettare il silenzio sul problema vitale. Ripetiamo ancora ciò che prima scrivemmo: la soluzione risiede nella mentalità unitaria. Porre il problema non vuol dire risolverlo. Ma certo in questo senso bisognerà avviare tutte le energie costruttive.

Svegliare il Sud; dare ai contadini la loro coscienza: creare nel settentrione un nucleo di uomini di sincerità e di onestà che sappiano dare per il rinnovamento la loro generosità e che difendano vigorosamente l’integrità del Mezzogiorno: questo è il programma, la questione che aspetta la lega nostra.

Di fronte alle caste protezionistiche solleviamo ancora la nostra insegna; mentre trionfano i particolarismi difendiamo l’unità. Aiutare i contadini meridionali a sgominare e demolire i privilegi osceni delle minoranze settentrionali.

Se c’è ancora uno Stato in Italia, questa decisamente è l’impresa da realizzare. (Energie Nuove, 1919)

*Insegnante, viene eletto al Senato della Repubblica nel 1994 nelle file di Rifondazione Comunista e per la XII legislatura fa parte della Commissione Finanze e Tesoro e di quella Agricoltura. Successivamente è per due mandati consigliere regionale in Abruzzo sempre per il PRC.

Piero Gobetti

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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