Bitcoin, gli analisti lavorano per ridurre l’impatto ambientale dei miner

“Se e’ vero che il mining Bitcoin utilizza delle quantita’ di energia rilevanti, e’ altrettanto vero che nessuna industria al mondo ha fatto dei passi verso le energie rinnovabili nella stessa proporzione dei miner Bitcoin”. A sostenerlo e’ l’analista Gianluca Grossi di Criptovaluta.it interpellato a proposito dell’allarme per l’impatto ambientale che sottolinea come non sia facile fare conti sul presunto impatto ambientale di Bitcoin. “In realtà – spiega – esistono delle stime che si sono dimostrate essere o estremamente poco precise o in taluni casi addirittura eterodirette. Anche grazie all’attivita’ di consorzi come il Bitcoin Mining Council, del quale fanno parte tutti o quasi i grandi miner industriali degli USA, la composizione dell’energia utilizzata da Bitcoin e’ migliorata enormemente negli ultimi mesi e continuera’ a farlo”. “Anche le campagne di Greenpeace come Change the Code, che vorrebbe portare Bitcoin ad abbandonare i metodi ‘inquinanti’ – aggiunge Grossi – e di altri non sono cosi’ indipendenti. Tra i finanziatori figurano persone legate a progetti a grandi linee rivali, cosa che inficia l’indipendenza degli studi che li sostengono. Bitcoin ha dimostrato di poter ridurre il suo impatto e di poterlo rendere addirittura negativo, come stanno facendo quei miner che utilizzano gas di recupero dalle attivita’ estrattive che altrimenti finirebbe disperso nell’atmosfera. E sulle piazze finanziarie ci sono gia’ fondi che acquistano Bitcoin e che compensano le emissioni con l’acquisto di crediti di carbonio”.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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