Commercio al dettaglio, in Italia persi 156 mila punti vendita dal 2012 al 2025

Tra il 2012 e il 2025 in Italia sono scomparsi 156 mila punti vendita del commercio al dettaglio e ambulante, pari a oltre un quarto del totale. È quanto emerge dall’analisi “Città e demografia d’impresa” dell’Ufficio Studi Confcommercio, condotta su 122 comuni italiani. Il rapporto segnala un’accelerazione della desertificazione commerciale, con un tasso medio annuo del 3,1% nel 2025 contro il 2,2% rilevato nelle precedenti analisi, mentre nello stesso periodo sono aumentate di 19 mila unità le imprese dell’alloggio e della ristorazione.

Secondo lo studio, a incidere è soprattutto il cambiamento dei consumi. Nel 2025 le vendite online rappresentano l’11,3% dei consumi totali di beni acquistabili sul web e il 18,4% dei servizi. Tra il 2015 e il 2025 l’indice complessivo delle vendite al dettaglio è cresciuto del 14,4%, ma le piccole superfici sono rimaste ferme, mentre l’online ha segnato un aumento del 187%. Il valore delle vendite online è passato da 31,4 miliardi nel 2019 a 62,3 miliardi nel 2025.

Il calo più marcato riguarda le attività tradizionali legate ai beni non alimentari: edicole meno 51,9%, abbigliamento e calzature meno 36,9%, mobili e ferramenta meno 35,9%, libri e giocattoli meno 32,6%. In crescita invece ristoranti più 35%, rosticcerie, gelaterie e pasticcerie più 14,4% e soprattutto gli altri alloggi, categoria che comprende gli affitti brevi, più 184,4%. L’analisi evidenzia inoltre che nel Mezzogiorno la tenuta risulta maggiore rispetto al Nord e che nei centri storici del Sud i bed and breakfast sono aumentati del 290% dal 2012, contro il 147% registrato nel Centro-Nord.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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