Conflavoro Pmi, il taglio della spesa pubblica più efficace della riforma fiscale

Conflavoro Pmi ha svolto un’indagine basata sull’ipotesi delle modifiche annunciata dal governo per quanto riguarda l’Imposta sui redditi delle persone fisiche. Secondo l’associazione per ridurre l’Irpef bisognerebbe ragionare sul taglio della spesa pubblica che ”nel 2022 è stata di 1084,9 miliardi, pari al 56,8% del Pil, in aumento rispetto agli anni precedenti”. L’intervento previsto nel testo in circolazione della riforma fiscale, ricorda l’associazione, dovrebbe prevedere nel breve periodo una riduzione degli scaglioni da 4 a 3, con la fissazione di aliquote riviste al ribasso. Tale riduzione dovrebbe essere coperta con le risorse potenzialmente ricavabili da un taglio delle tax expenditures, cioè delle oltre 600 deduzioni e detrazioni fiscali esistenti, pari a 165 miliardi di spesa pubblica, eventualmente lasciando fuori dal taglio delle spese fiscali solo quelle sociali, ovvero spese legate a sanità e istruzione, interessi a carico e altri oneri familiari. Da quanto appreso da Conflavoro, il percorso che il Governo intenderebbe attuare dovrebbe traghettare il sistema nel suo complesso verso l’imposizione di una aliquota impositiva unica, nell’ottica di raggiungere, come ”obiettivo di legislatura”, la flat tax per tutti. ”Al di là della volontà di ridurre gli scaglioni e/o le aliquote, attraverso questa riforma si dovrebbe ridurre effettivamente l’imposizione fiscale sui lavoratori (dipendenti e autonomi) e sui piccoli imprenditori”. Dai dati esaminati, spiega Conflavoro pmi, emerge come ”nella prospettiva di rivisitazione complessiva del nostro sistema fiscale, bisognerebbe condurre quantomeno una riflessione più approfondita sull’opportunità di tagliare la spesa pubblica, che nel 2022 è stata di 1084,9 miliardi, pari al 56,8% del pil, registrando un aumento rispetto agli anni precedenti, anche perché è inverosimile che il bilancio dello Stato riesca a sostenere una reale diminuzione delle entrate per imposte dirette (Irpef) pagate dai lavoratori (dipendenti e autonomi) potendo contare solo sul risparmio derivante dal taglio delle tax expenditures”.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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