Editoria, crescono gli e-book

Nel 2020 quasi la metà (47,9%) delle opere pubblicate a stampa è resa disponibile anche in versione e-book, di queste una su cinque presenta contenuti e/o funzionalità aggiuntive (20,8%). Lo scrive l’Istat nel report su “Produzione e lettura di libri in Italia”, riferito all’anno 2020. . Rispetto al 2019, la versione digitale si è particolarmente diffusa per i libri pubblicati da micro (+3,9%) e piccoli editori (+4,7%) mentre è in calo per le edizioni successive (-10,5%) e quelle scolastiche (-4,6%). Le opere di genere scolastico costituiscono comunque un caso a parte e rappresentano sempre quelle con la maggior quota in versione digitale su quella cartacea (63,2%) e con maggiori funzionalità aggiuntive rispetto alla semplice copia in digitale della versione cartacea (92,8%). Nel primo anno di emergenza Covid-19, la pubblicazione di opere soltanto in digitale ha rappresentato un’alternativa strategica valorizzata dagli editori per raggiungere il pubblico di lettori. Nel 2020 l’8,9% degli editori ha dichiarato di aver pubblicato libri esclusivamente in formato e-book, cioè senza una corrispettiva versione cartacea (+3,7% rispetto l’anno precedente), per un totale di 2.113 opere. Questa modalità di pubblicazione è per la prima volta presente con frequenze non trascurabili anche tra gli operatori di minore dimensione: 6,4% micro e 10,8% piccoli editori, a fronte del 18,3% dei medi e del 18,8% dei grandi editori . Questa tipologia di pubblicazione riguarda inoltre l’8,1% degli editori che nel 2020 non hanno pubblicato alcun titolo in formato cartaceo. Gli editori tendono inoltre a integrare la propria offerta digitale con un’ampia gamma di prodotti e servizi che sfruttano diverse forme di fruizione dei contenuti editoriali e valorizzano l’interattività a fini pedagogico-educativi: digitalizzano i testi in catalogo (21,9% degli editori); collaborano con piattaforme online per la fruizione di audiolibri (16,8%), producono o sviluppano forme di collaborazione con piattaforme online per la lettura in streaming dei libri in catalogo (5,8%), sviluppano piattaforme educative digitali, materiali e supporti interattivi per la didattica via web (5,6%) e sono impegnati direttamente nella produzione di podcast (5,1%) e di audiolibri (4,8%). Queste attività, precedentemente prerogativa dei grandi editori, nel 2020 sono state valorizzate anche da operatori di media e piccola dimensione. Il fatturato derivante dalla vendita di contenuti digitali (e-book, audiolibri, podcast, banche dati e servizi web) non supera il 10% del totale per il 90,3% degli editori e risulta ancora contenuto indipendentemente dalla dimensione d’impresa; soltanto per il 18,8% dei grandi editori arriva a rappresentare tra l’11 e il 50% del fatturato totale.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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