mLe donne lavoratrici continuano a percepire retribuzioni e pensioni sensibilmente inferiori rispetto agli uomini. È quanto emerge dal Rendiconto sociale dell’Inps, secondo cui nel 2025 l’importo medio delle pensioni previdenziali è stato di 1.876,1 euro lordi mensili, ma con una media di 1.491,7 euro per le donne contro i 2.260,6 euro degli uomini, con una differenza del 34%.
Nel 2024, ultimo anno disponibile per le retribuzioni, la paga media giornaliera nel settore privato è stata pari a 82,6 euro per le donne e 111,1 euro per gli uomini, con un divario del 25,65%. Per le pensioni di vecchiaia dei dipendenti privati la differenza sfiora il 45%. Nel 2025 le donne sono andate in pensione, tra vecchiaia e anticipata, a un’età media di 65,4 anni, superiore ai 64,1 anni degli uomini.
La spesa complessiva per le pensioni è passata da 320 miliardi di euro nel 2024 a 325 miliardi nel 2025. Secondo un rapporto Assogestioni-Censis, oltre il 56% dei lavoratori teme di dover attendere i 70 anni per lasciare il lavoro e più del 70% ritiene che l’assegno pensionistico sarà inferiore al 60% dell’ultima retribuzione.
Il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon ha sottolineato la necessità di rafforzare gli incentivi alla previdenza complementare, indicandola come uno strumento destinato ad assumere un ruolo sempre più rilevante nel sistema pensionistico futuro.
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