Istat, oltre 87.000 Dop nel 2019

Nel 2019 gli operatori certificati nel settore agroalimentare di qualita’ sono oltre 87.000, in lieve calo rispetto al 2018. Nel 2019 il comparto Food dei prodotti Dop (Denominazione di Origine Protetta), Igp (Indicazione Geografica Protetta) e Stg (Specialita’ Tradizionale Garantita) conta 300 prodotti, grazie all’ingresso dell’Olio extravergine di Puglia Igp la cui produzione si estende all’intero territorio amministrativo della regione Puglia. I produttori di qualita’ in Sardegna rappresentano il 22,2% del totale nazionale e gestiscono quasi il 43% degli allevamenti.

Tra i prodotti zootecnici cui fa capo il maggior numero di allevamenti si confermano il Pecorino Romano, il Pecorino Sardo e l’Agnello di Sardegna. Piu’ omogenea la situazione nel settore della preparazione delle carni, in cui uno stesso allevamento puo’ essere certificato per piu’ prodotti e tutti i principali prodotti hanno perlopiu’ lo stesso numero di strutture. Tra i prodotti di origine vegetale, quasi 105mila ettari di superficie olivicola sono destinati alla produzione dell’Olio Toscano, Olio Terra di Bari e dell’Olio Sicilia. Nel settore degli Ortofrutticoli e cereali primeggia, in termini di superficie, il Fungo di Borgataro e la Mela Alto Adige o Sudtiroler Apfel. Il settore dei formaggi e’ caratterizzato dalla compresenza di una quota di operatori a cui fanno capo contemporaneamente piu’ prodotti poiche’ il latte di un medesimo allevamento puo’ essere destinato alla preparazione di formaggi diversi. Nel 2019 la filiera lattiero-casearia di qualita’ vede la presenza di 28.454 operatori. Di questi, 27.412 sono produttori e svolgono la loro attivita’ prevalentemente in Sardegna (49% del totale), seguono Lombardia (12,2%) ed Emilia-Romagna (10,1%). Gli allevamenti sono 27.724: in media ogni produttore conduce un allevamento. I trasformatori si attestano a 1.433 unita’ e gestiscono 2.422 impianti localizzati prevalentemente in Emilia-Romagna (472 trasformatori e 710 impianti), Lombardia (271 trasformatori e 468 impianti) e Campania (102 trasformatori che gestiscono 206 impianti). Nel 2019, grazie anche all’ingresso dell’olio di Puglia, si registra un leggero incremento del numero dei produttori (+1%). I trasformatori scendono invece del 3,7% e tale calo interessa in particolar modo gli imbottigliatori. Come nel 2018 la Toscana detiene il primato nella produzione e nella trasformazione dell’olio di qualita’, coprendo una quota del 45,8% di produttori e del 34,5% di trasformatori sul totale nazionale. Seguono la Puglia, con il 16,8% dei produttori e il 13% dei trasformatori e la Sicilia, con il 13,6% dei produttori e il 12,1% dei trasformatori. Tra i prodotti di qualita’, l’olivicolo-oleario si conferma il settore con la maggior quota d’imprenditoria femminile: le produttrici rappresentano il 31,9% del totale (16% la media nazionale) e le trasformatrici il 19,1% (contro il 12,9% della media nazionale).

 

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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