Nel periodo di tempo compreso tra il primo trimestre 2021 e il quarto del 2025, le retribuzioni contrattuali si sono ridotte del 7,8% in termini reali, nonostante un recupero nell’ultimo anno. Il dato è stato fornito dall’Istat in audizione sul Documento di finanza pubblica, la riduzione è stata più contenuta nel comparto industriale (-5,4%) e nell’agricoltura (-6,8%) e più marcata nei servizi privati (-9,4%) e nella PA (-9%). “Le spinte inflazionistiche innescate dal conflitto in Medio Oriente riportano in primo piano il problema della tenuta del potere d’acquisto delle retribuzioni, già indebolito dalla straordinaria crescita dei prezzi che ha caratterizzato il biennio 2022-2023”, ha detto il presidente dell’Istat, Francesco Maria Chelli.
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