La Brexit taglia del 10,4% l’export di cibo italiano in UK

In controtendenza al balzo fatto registrare delle esportazioni Made in Italy, calano solo le vendite di prodotti alimentari italiani in Gran Bretagna, in diminuzione del 10,4% per effetto delle limitazioni imposte dalla Brexit. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti in riferimento al braccio di ferro tra Unione Europa e Gran Bretagna che si estende dal cinema al cibo, sulla base dei dati Istat relativi al commercio estero nei primi quattro mesi del 2021 rispetto all’anno precedente. “A pesare sull’export alimentare – sottolinea Coldiretti – sono le difficolta’ burocratiche ed amministrative legati all’uscita degli inglesi dall’Unione Europea, che si sommano agli effetti della pandemia Covid con la ripartenza della ristorazione resa piu’ difficile dal nuovo diffondersi della cosiddetta variante indiana del Covid”. Le criticita’ maggiori, per chi esporta verso il Regno Unito, precisa Coldiretti, “interessano le procedure doganali e riguardano anche l’aumento dei costi di trasporto dovuti a ritardi e maggiori controlli. Difficolta’ che mettono a rischio i 3,4 miliardi di euro di esportazioni agroalimentari annue Made in Italy con il Paese Oltremanica che si classifica al quarto posto tra i partner commerciali del Belpaese per cibo e bevande dopo Germania, Francia e Stati Uniti. Dopo il vino, con il Prosecco in testa, al secondo posto tra i prodotti agroalimentari italiani piu’ venduti in Gran Bretagna ci sono – continua la Coldiretti – i derivati del pomodoro, ma rilevante e’ anche il ruolo della pasta, dei formaggi, salumi e dell’olio d’oliva e il flusso di Grana Padano e Parmigiano Reggiano

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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