La filiera della Blue Economy ha perso 10,7 miliardi nel 2020

‘La filiera della Blue Economy ha un ruolo centrale nello sviluppo economico del Paese: per avere una idea il suo valore diretto e’ superiore di una volta e mezzo quello dell’agricoltura’. Cosi’ ha dichiarato Gaetano Fausto Esposito, direttore generale del Centro Studi ‘G. Tagliacarne’, esponendo il IX Rapporto Nazionale sull’Economia del Mare, promosso da ‘Informare’, azienda speciale per l’Internalizzazione, la Formazione e l’Economia del Mare ed elaborato dal Centro Studi G. Tagliacarne e da Unioncamere e presentato dalla Camera di Commercio di Frosinone e Latina. Lo studio ha evidenziato che il Mezzogiorno produce un terzo dell’intero valore nazionale dell’economia blu e che la pandemia ha colpito duramente anche la filiera della Blue Economy, che ha perso 10,7 miliardi nel 2020, quasi un quarto del valore complessivo nazionale, in particolare nella componente piu’ strettamente legata al turismo. Mentre ha tenuto meglio la filiera della nautica, pur registrando una contrazione dell’11%, anche per effetto delle buone performance conseguite sui mercati internazionali nella seconda parte dello scorso anno.

Nel dettaglio nel 2019 la Blue Economy ha prodotto 47,5 miliardi di valore che hanno attivato, per l’effetto moltiplicativo, altri 89,4 miliardi di valore aggiunto, per un ammontare di ricchezza prodotta pari a 136,9 miliardi che rappresenta l’8,6% del valore aggiunto prodotto dall’intera economia nazionale.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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