Lavoro, prosegue il calo degli occupati

Diminuiscono gli occupati, la disoccupazione resta stabile mentre aumenta lievemente l’inattività. Questa la sintesi a gennaio dell’ultima rilevazione Istat nella quale “si confermano gli andamenti negativi sull’occupazione gia’ registrati a dicembre” su base congiunturale mentre rallenta l’avanzamento su base annua.

Si registrano 76.000 occupati in piu’ a fronte dei 136.000 in piu’ registrati su base tendenziale a dicembre e i 285.000 in piu’ registrati a novembre rispetto a gennaio 2019. Gli occupati a gennaio sono 23.312.000. La disoccupazione resta stabile al 9,8% rispetto a dicembre e in calo di 0,6 punti rispetto a gennaio 2019 mentre l’inattivita’ aumenta di 0,1 punti rispetto a dicembre e resta stabile rispetto a un anno prima.

I senza lavoro sono 2.528.000 in lieve avanzamento su dicembre (+5.000 unita’) e in calo su gennaio 2019 (-166.000). Le difficolta’ del mercato del lavoro hanno riguardato soprattutto le donne con 30.000 posti in meno a fronte della diminuzione di 10.000 occupati tra gli uomini. Su base annua le occupate donne sono cresciute di 17.000 unita’ a fronte di una crescita di 59-000 unita’ tra gli uomini. Il calo della disoccupazione ha riguardato soprattutto gli uomini (138.000 senza lavoro in meno con un -9,7%) mentre le donne hanno segnato solo 28.000 disoccupate in meno. Gennaio e’ stato un mese negativo anche per la disoccupazione giovanile (tra i 15 e i 24 anni) con un tasso che risale al 29,3%). Si registra una crescita di 0,6 punti sul mese e una riduzione di 2,4 punti sull’anno. Il tasso di occupazione tra i 15 e i 64 anni complessivo e’ al 59,1% in calo di 0,1 punti su dicembre e in aumento di 0,6 punti su gennaio 2019. Del calo dell’occupazione risentono soprattutto gli indipendenti (-25.000 unita’ sul mese, -80.000 sull’anno) scendendo al minimo storico con 5.226.000 unita’. Il tasso di disoccupazione nell’area euro e’ stabile al 7,4% restando al livello piu’ basso da maggio 2008 mentre nell’Ue a 27 si fissa al 6,6% (stabile su dicembre). L’Italia ha il livello di disoccupazione piu’ alto dopo la Grecia (al 16,5% con con la piu’ alta riduzione annuale) e la Spagna. Sull’occupazione hanno espresso preoccupazione le associazioni di imprese del commercio Confcommercio e Confesercenti sottolineando che la situazione degli autonomi e’ di grande difficolta’ e che la situazione rischia di peggiorare a breve con la chiusura di migliaia di aziende a causa del calo dei consumi dovuti all’emergenza Coronavirus. Il Centro studi Confindustria nella sua indagine rapida sulla produzione industriale ha parlato di prospettive per la produzione “in netto peggioramento” nel secondo trimestre dell’anno a causa dell’emergenza Coronavirus. Se nel primo bimestre dell’anno l’effetto Covid-19 e’ ancora modesto nel secondo trimestre “si faranno sentire sull’industria gli effetti della caduta della domanda nel terziario”.

Il mercato del lavoro a gennaio “mostra ulteriori segni di sofferenza” dopo quelli registrati a dicembre e penalizza soprattutto le donne, afferma la segretaria confederale della Uil, Silvana Veronese, in una nota di commento dei dati Istat sul lavoro. A gennaio, sottolinea, si e’ registrata una flessione di 40 mila occupati rispetto a dicembre 2019. La componente femminile e’ quella maggiormente colpita poiche’, oltre a una riduzione del numero delle donne occupate, assistiamo anche a un aumento di coloro che sono alla ricerca di un lavoro, con un tasso di disoccupazione che arriva a coinvolgere 11 donne su 100 (rispetto all’8,7% degli uomini). 

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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