Manifattura italiana, Ugl e Luiss indicano i pilastri per un nuovo patto sociale

La manifattura italiana resta un asset centrale dell’economia nazionale, ottava al mondo e seconda in Europa, con il 2,1% del valore aggiunto manifatturiero globale e il 13% di quello europeo. È quanto emerge dal rapporto “L’impatto delle forze trasformative globali sul comparto manifatturiero in Italia e i pilastri di un nuovo patto sociale”, realizzato da Ugl in collaborazione con Luiss Business School e presentato a Roma nella sede della Luiss Business School.

Secondo lo studio, tra il 2021 e il 2024 il comparto è cresciuto in termini di fatturato, con un aumento del 15% fino a oltre 1.191 miliardi di euro, di valore aggiunto, salito del 17%, di margine lordo, in crescita del 26%, e di investimenti lordi, aumentati del 22%. Nel decennio 2014-2024 anche l’occupazione è cresciuta, arrivando a quasi 4,4 milioni di addetti nel 2024. Le esportazioni hanno raggiunto quasi il 50% della produzione nel 2023, con un surplus commerciale di circa 120 miliardi di euro.

Il rapporto individua sei limiti che incidono sulla competitività: produttività ferma, salari reali in calo del 4% nell’ultimo decennio, costo dell’energia superiore alla media europea, minore capacità di investimento in ricerca e sviluppo rispetto ai principali partner, deficit di competenze e ridotta dimensione media delle imprese. Nel 2024 il 33,3% della popolazione italiana non aveva raggiunto l’istruzione secondaria superiore, mentre le proiezioni al 2029 indicano un fabbisogno di profili Stem superiore del 20% rispetto all’offerta disponibile.

Per l’Ugl, queste criticità si inseriscono in un contesto segnato da trasformazioni globali come digitalizzazione, intelligenza artificiale, automazione, transizione energetica, cambiamenti demografici, riorganizzazione delle catene del valore e nuovi equilibri geopolitici. Il sindacato propone un nuovo patto sociale fondato su politiche integrate per lavoro, impresa e industria, sviluppo continuo delle competenze, innovazione organizzativa, welfare aziendale mirato e modelli retributivi capaci di distribuire in modo equo i benefici della crescita della produttività.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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