Tra il 2007 e il 2025 l’occupazione italiana ha registrato una ricomposizione per titolo di studio. Secondo il Rapporto annuale Istat 2026, gli occupati con titolo terziario sono aumentati di 2,6 milioni, pari al 70%, a fronte di una crescita complessiva dell’occupazione del 5,6%.
Dal 2011 al 2024 il personale inquadrato come specialista o tecnico è cresciuto del 14,2%. La dinamica riguarda tutti i settori, con intensità diverse. Nell’industria in senso stretto, pur in presenza di una contrazione dell’occupazione complessiva, i laureati sono più che raddoppiati e la loro incidenza è salita al 15,5%.
I livelli più alti di istruzione terziaria si registrano nei servizi di istruzione e sanità, con il 58,8%, nei servizi Ict e nelle attività professionali, intorno al 45%. Il rapporto segnala anche l’invecchiamento della forza lavoro: nel 2025 l’età media degli occupati è arrivata a 45,6 anni, 4,6 in più rispetto al 2007. La pubblica amministrazione presenta il profilo più maturo, con 49 anni di età media e 20 anni di anzianità professionale.
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