Osservatorio immobiliare Nomisma, nel secondo semestre del 2022 prezzi in salito dello 0,5% per le abitazioni

Sul mercato immobiliare italiano “peggiorano le prospettive, ma il ridimensionamento è rimandato al 2023”. E’ quanto emerge dall’edizione di novembre dell’Osservatorio sul Mercato Immobiliare di Nomisma, giunto al 35/o anno di attività e secondo cui “le evidenze numeriche non restituiscono ancora ciò che sembra prospettarsi” per il settore “nel breve periodo, vale a dire la chiusura della fase di crescita post pandemica e l’avvio di una nuova fase di arretramento conseguente all’impennata dei prezzi”.

Osservando, in particolare, le “compravendite di abitazioni, nel primo semestre del 2022, in Italia, si è registrato un aumento tendenziale del 10,1%,” mentre si segnala un calo delle transazioni nel secondo semestre rispetto al primo pari all’8,9%, riconducibile perlopiù alla performance del quarto trimestre dell’anno” precedente. D’altronde, sottolinea Nomisma, occorre tenere in considerazione come “a consuntivo del primo semestre 2022, le dimensioni del mercato residenziale eccedessero quelle raggiunte nel pre-Covid, con un incremento rispetto al primo semestre del 2019 del 34,2% a livello nazionale e del 22% per l’insieme dei 13 maggiori mercati monitorati”. Nel dettaglio, il mercato delle compravendite di immobili residenziali vede protagoniste le persone fisiche, con un peso del 96% sul totale degli acquisti, di cui il 50-60% risulta sostenuto dal ricorso al mutuo, per importi che si aggirano in medita tra i 130-140.000 euro. Rispetto all’utilizzo dell’abitazione acquistata, Nomisma evidenzia come nel 70-80% dei casi si tratti di un’esigenza di prima casa o di sostituzione dell’abitazione di proprietà.

In base al rapporto stilato da Nomisma, ancora, se nel 2021, l’incidenza degli immobili di nuova costruzione acquistati si è attestata all’8,3% del totale. nel primo semestre dell’anno in corso percentuale è salita al 9,2%: si è passati dalle 29.700 compravendite di abitazioni nuove del primo semestre 2021, alle 37.400 dei primi sei mesi del 2022. Sul fronte dei prezzi, nella media dei 13 maggiori mercati, nel secondo semestre del 2022 si è registrato un aumento dello 0,5% per le abitazioni (-0,6% per gli uffici e -0,1% per i negozi). Su quello dei tempi di assorbimento degli immobili in vendita per le abitazioni occorrono in media 4,9 mesi, a fronte degli 8,5 mesi necessari per gli uffici e degli 8,2 mesi per i negozi. Quanto al luogo dove abitare, argomenta Nomisma, si evidenzia “la crescita, della domanda interessata ad una soluzione nel comune capoluogo. In calo risultano, invece, le intenzioni di acquisto di abitazioni per vacanza. Cresce, per contro, la domanda di locazione di studenti, giovani coppie, persone sole, nuclei monogenitore e lavoratori residenti, mentre risulta in calo la domanda espressa dalle famiglie che si trasferiscono da un altro comune”.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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