Alla fine del 2025 gli iscritti alla previdenza complementare in Italia sono quasi 10,5 milioni, in crescita del 4,8% rispetto al 2024. Il dato emerge dalla Relazione annuale sull’attività svolta dalla Covip nel 2025, presentata a Roma nella Sala della Regina della Camera dei Deputati. Le risorse accumulate dalle forme pensionistiche complementari ammontano a 262 miliardi di euro, pari all’11,6% del Pil.
Le forme pensionistiche operanti in Italia sono 273: 33 fondi negoziali, 38 fondi aperti, 71 piani individuali pensionistici e 131 fondi pensione preesistenti. I fondi negoziali contano 4,4 milioni di iscritti, in aumento del 6,1%, mentre i fondi aperti arrivano a 2,2 milioni, con una crescita dell’8,7%. I contributi incassati nel 2025 sono pari a 22,4 miliardi di euro, in aumento dell’8,7% rispetto all’anno precedente.
Permangono squilibri nella partecipazione alla previdenza complementare. Gli uomini rappresentano il 61,2% degli iscritti, mentre le donne sono il 38,8%. La componente sotto i 35 anni è salita dal 17,5% del 2020 al 20,8% del 2025, ma la partecipazione resta più elevata nelle regioni settentrionali, dove si concentra il 57,3% degli iscritti.
La relazione segnala anche l’andamento delle casse di previdenza, che alla fine del 2025 detengono attività per 136 miliardi di euro, in crescita dell’8,7% rispetto all’anno precedente. Gli investimenti nell’economia italiana ammontano a 52,3 miliardi di euro, pari al 38,4% delle attività complessive.
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