Pubblica Amministrazione a caccia di nuove competenze, da digitale a green

Competenza, giovani talenti e concorsi piu’ smart. Il governo Draghi vuole cambiare faccia alla Pa mettendo a frutto i fondi del Recovery tramite il Piano Nazionale di ripresa e resilienza, che prevede un ricambio generazionale e culturale nelle pubbliche amministrazioni centrali e locali, anche semplificando le procedure di reclutamento. Un lavoro che sta guidando il ministro della Pa, Renato Brunetta, in sinergia con gli altri ministri Vittorio Colao per la Digitalizzazione, Roberto Cingolani per la Transizione Ecologica, ed Enrico Giovannini, per le Infrastrutture e mobilita’ sostenibili.

Alte professionalita’ con competenze innovative capaci di trasformare la Pa. Cosi’ il Pnrr sara’ un’opportunita’ per “investire in giovani talenti che possano aiutare la Pa a ringiovanirsi e a innovarsi – sostiene Antonio Naddeo, presidente Aran – non solo dal punto di vista tecnologico, ma proprio dal punto di vista del capitale umano, con l’obiettivo di rendere la Pa piu’ efficiente, valorizzando il capitale umano”. Per chi gia’ si trova nella Pa, “bisogna capire cosa fanno e come lo fanno, eventualmente intervenire con la formazione”. Del resto come ha affermato il neo ministro della Pa, Renato Brunetta il giorno del suo insediamento: “La resilienza siamo noi perche’ nella Pa risiede il vero elemento catalizzatore della ripresa del Paese. Intanto, nel 2021sono 4.536 i prossimi posti da destinare a concorso nelle amministrazioni centrali e negli enti pubblici non economici, come ha indicato il ministero della Pa.

Secondo la mappatura del Dipartimento, sono in corso di svolgimento, o si sono conclusi di recente, concorsi per 13.478 unita’ tra funzionari e dirigenti.

Piu’ che sulla conoscenza nozionistica, si puntera’ sulla “competenza e attitudine delle persone”. Se si pensa che “nelle amministrazioni moderne i giuristi sono il 30 per cento, il resto sono ingegneri, informatici, geologi, agronomi, specialisti”. Nelle amministrazioni italiane, spiegavano Roberto Mania e Marco Panara nel loro testo ‘Nomenklatura’, “la quota larghissimamente dominante e’ quella dei giuristi”. E i nuovi innesti dovrebbero intervenire proprio su questo punto. Non solo giuristi, dunque, ma altre competenze che possono essere utili all’implementazione del piano come ingegneri, fisici, matematici, statistici. La fotografia attuale e’ questa: 3,2 milioni di lavoratori pubblici, con un’eta’ media di 50,7 anni, di cui il 16,9% over 60. “Dal 2018 a oggi – aggiunge Naddeo – 300mila persone sono andate via, e si puo’ ipotizzare che ne vadano via altre 200mila nei prossimi anni. Questo ricambio generazionale che ci dovra’ essere, non dovra’ servire semplicemente a sostituire le persone che vanno via”.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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