Rincari, i prezzi dei voli europei saliti del 168,4 per cento

I voli europei sono sul gradino piu’ alto della la top 30 dei rincari, seguiti dai voli intercontinentali e dall’energia elettrica sul mercato libero. E’ quanto emerge dalla classifica elaborata dall’Unione Nazionale Consumatori sui dati Istat resi noti ieri sull’inflazione tendenziale di luglio. Per la top 30 relativa a tutto il paniere Istat, vincono i voli europei letteralmente decollati del 168,4% su luglio 2021, al secondo posto i voli intercontinentali volati del 125,7%. Medaglia di bronzo all’energia elettrica del mercato libero (+109,2%) che batte il mercato tutelato fermo al quinto posto con un ben piu’ basso +57,3%. “Per una famiglia – evidenzia il presidente dell’Unione nazionale consumatori – una stangata media pari a 690 euro su base annua per il libero contro i 362 euro del tutelato”. L’Unione consumatori ha elaborato nel complesso tre classifiche dei rialzi: oltre a quella relativa a tutti i beni e servizi, anche quella specifica sui prodotti alimentari, che vede sul podio oli alimentari (diversi da olio di oliva), burro e pasta; e quella sul caro vacanze, guidata da alberghi e motel, pensioni e pacchetti vacanza nazionali.

Al quarto posto della top 30 si classifica l’olio diverso da quello di oliva (+65,8%), che guida invece la classifica dei rincari alimentari, al sesto il gasolio per riscaldamento (+52,5%), poi il gas del mercato tutelato con +43,2% (il dato tendenziale del mercato libero non e’ ancora rilevato dall’Istat), gpl e metano (+38,6%), al nono il burro (+32,3%), al secondo posto tra gli alimentari. Chiude la top ten il gasolio per mezzi di trasporto (+30,9%). All’undicesimo posto ci sono i voli nazionali (+26,9%), poi la pasta (fresca e secca) con +26,3%, che vince la medaglia di bronzo per gli alimentari, il noleggio mezzi di trasporto e sharing (+24,4%). Oltre alla benzina (quindicesima, +22,3%), si segnalano farina (al sedicesimo posto, +21,6%), riso (diciottesimo, +19,1%) e margarina (19mo, +18,9%), rispettivamente al quarto, quinto e sesto posto nella top ten del cibo. Concludono la top 20 i vegetali come cetrioli, melanzane e zucchine (+18,8%), al settimo posto per il cibo. Si segnalano poi nella top 30 i gelati (22mo posto, +17,8%), alberghi e motel (23mo posto, +16,6%), il pane confezionato che con +16,1% si colloca in venticinquesima posizione e che batte il pane fresco fermo a +11,1%. Il latte conservato con +16% e’ al ventiseiesimo posto della classifica generale e chiude la top ten del cibo. La top 30 assoluta termina con pesche (+14,8%) e meloni e cocomeri (+14,6%). Nulla di buono anche per chi e’ in ferie. Togliendo dalla classifica i rialzi esorbitanti dei costi di trasporto, dai voli ai carburanti, gia’ indicati nella classifica generale (salvo il trasporto marittimo che segna un +9,1%) e limitandosi alle vere voci tipicamente legate alle vacanze e all’estate, ossia alle divisioni di spesa ricreazione, spettacoli e cultura e Servizi ricettivi e di ristorazione, la top ten per questa categoria mostra al primo posto alberghi e motel con +16,6%. Medaglia d’argento per le pensioni con +9,4%. Al terzo posto i pacchetti vacanza nazionali con +5,7%. Non va meglio per chi vuole mangiare fuori. Al quarto posto il pasto in pizzeria (+5,4%), poi i Fast food e servizi di ristorazione take away (+5,2%), al sesto con +5% le consumazioni di prodotti di gelateria e pasticceria come il gelato artigianale (da non confondere con i gelati confezionati che comperiamo al supermercato che salgono del 17,8%). Seguono ristoranti con +4,8%, bar (+4,6%) e musei (+3,6%). Chiudono la top ten le manifestazioni sportive e il cinema, entrambe a +2,4%.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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