Studio Iriss-Cnr, 55% delle case italiane esposte a elevato rischio idrogeologico

 “Il 78% delle abitazioni italiane è esposto ad un rischio alto o medio alto tra rischio idrogeologico e terremoto. In particolare, il 55% delle abitazioni italiane è esposto ad elevato rischio idrogeologico, più precisamente il 19% con un rischio alto, il 36% medio-alto, il 33% medio-basso e solo il 12% con un rischio basso”. Lo afferma Antonio Coviello, ricercatore-economista del Consiglio nazionale delle ricerche (Iriss) e professore di marketing assicurativo nell’Università S.O. Benincasa di Napoli. “L’Italia – prosegue – ha il più grande gap di protezione di tutti i Paesi europei profilati all’89%, ovvero 51,8 miliardi di dollari di danni subìti per le calamità naturali, dal 2011 al 2021. Studi scientifici hanno previsto che il cambiamento climatico taglierà il Pil italiano pro-capite dello 0,89% nel 2030, del 2,56% nel 2050 e del 7,01% nel 2100”. “Il cambiamento climatico – aggiunge – sta colpendo soprattutto l’Italia con ondate di caldo e inondazioni che sono i principali rischi. Secondo l’European Severe Weather Database, nell’ultimo decennio, gli eventi meteorologici estremi in Italia, tra cui forti piogge, grandine e tornado, sono più che quadruplicati da 348 nel 2011 a 1.602 nel 2021. Alluvioni e frane si verificano in Italia più frequentemente di qualsiasi altro pericolo naturale”

“Il rapporto Sigma ci ricorda che alluvioni e frane si verificano in Italia più frequentemente di qualsiasi altro pericolo naturale. I principali fattori di rischio di inondazione sono le inondazioni improvvise, le piene dei fiumi e le colate di fango. Negli ultimi anni si sono verificate inondazioni e smottamenti su piccola scala, ma la loro frequenza crescente in rapida successione ha portato a notevoli danni cumulativi alla proprietà e alla perdita di vite umane. Le regioni italiane più soggette a inondazioni sono la Liguria nord-occidentale e la Pianura Padana, Piemonte, Toscana, Emilia Romagna e Veneto. Ma il rischio alluvione riguarda praticamente tutte le regioni, Sicilia e Sardegna comprese”, continua il ricercatore del Cnr. “Dai dati forniti dall’Ania (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici) l’incidenza percentuale delle unità abitative assicurate contro il rischio catastrofi naturali sul totale delle abitazioni esistenti (31,2 milioni quelle censite dall’Istat, mentre si ricorda che la media di quelle assicurate a livello nazionale è pari al 4,9%) risulta che solo nelle città di Trento, Firenze, Siena, Mantova e Brescia arriva al 10%; in generale in tutto il Nord mediamente tale percentuale arriva al 6,2%. In Emilia-Romagna sono Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia a presentare l’incidenza più elevata (oltre l’8%), mentre a Parma è pari a circa 7,0%. Nel Centro mediamente si assicurano contro le calamità naturali il 5,3% delle abitazioni e le città che presentano la maggiore incidenza sono Firenze (11,4%), Siena (10,8%), Ancona (9,2%), Prato (9,2%) e Pistoia (9,0%), mentre nel Sud l’incidenza delle abitazioni assicurate è pari mediamente all’1,6%”.

 

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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