Sondaggio Legacoop, italiani piu’ preoccupati delle conseguenze della pandemia sull’economia che del virus

Gli italiani sono piu’ preoccupati delle conseguenze della pandemia sulle attivita’ economiche -in particolare di turismo, ristorazione, cultura e commercio- che del virus in se’, stanno ripensando alle priorita’ della loro vita ed evidenziano ricadute esistenziali legate all’esperienza di questi mesi. È quanto emerge da un sondaggio condotto nell’ambito dell’Osservatorio Legacoop, ideato e realizzato dall’AreaStudi dell’associazione insieme con il partner di ricerca IPSOS per osservare l’evolvere degli andamenti e delle percezioni dell’opinione pubblica italiana su alcuni fenomeni economici e sociali di interesse per la cooperazione, e per sondare il gradimento delle misure e dei provvedimenti in fase di ideazione, realizzazione e proposta. Il 57% degli intervistati esprime paura per la recessione indotta dalla pandemia, in misura differente in relazione ad appartenenza sociale, collocazione geografica e genere. Si registrano punte del 65% nel ceto popolare, del 63% nelle isole e del 61% nel Nord Ovest e Nord Est, del 62% tra gli uomini. Per il 43% la preoccupazione maggiore e’ invece quella per il virus, con punte del 51% al Sud e del 48% tra le donne. Chi e’ preoccupato per le conseguenze economiche della pandemia indica, come settore piu’ colpito dalla crisi, il turismo (47%), seguito da bar e ristorazione (43%), cultura, cinema e teatri (35%), commercio (32%), artigianato (20%). A maggiore distanza i trasporti (9%), l’editoria e i giornali (3%) e i parrucchieri ed estetisti (3%). “Dall’inizio della pandemia rileviamo le percezioni degli italiani, oltreche’ delle nostre imprese e dei nostri soci -commenta Mauro Lusetti, Presidente di Legacoop- in questa grande incertezza, oltre alle analisi economiche occorrono punti di riferimento per osservare anche le conseguenze e i rischi sociali della crisi. La pandemia non sta cambiando solamente le economie e i mercati, ma pure le persone, ognuno di noi: emergono nuove ‘fragilita” e ‘priorita”. Cominciamo a prenderne atto, mentre siamo impegnati a ricostruire e progettare la futura ‘normalita””.(

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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