Una donna su tre non ritiene valorizzate le proprie competenze

Un terzo delle donne italiane non ritiene valorizzate le proprie competenze professionali e il 40% pensa di non percepire una retribuzione adeguata. La meta’, il 48%, riconosce che nelle propria azienda uomini e donne non hanno le stesse opportunita’ di carriera e guadagno. Questi dati emergono dal sondaggio presentato nell’inchiesta su “Parita’ di genere? Ora si puo’ misurare?”, nel corso di Obiettivo 5, il campus di formazione di Corriere della sera, con la 27 esimaOra, Io Donna e Le contemporanee, organizzato con Sapienza Universita’ di Roma e dedicato appunto alla parita’ di genere, quinto dei 17 obbiettivi dell’agenda Onu 2030.

A oltre la meta’ delle lavoratrici tra i 30 e i 50 anni (53%) e’ stato chiesto se avesse figli o intenzione di averne. In media, poi, le donne dirigenti coordinano team piu’ piccoli, mentre agli uomini sono assegnati gruppi piu’ numerosi. Per raggiungere la parita’ di genere in azienda per la meta’ delle donne dirigenti ci vorranno piu’ di 10 anni, mentre la maggior parte dei dirigenti non conosce la Certificazione di parita’ per le donne previste dal Pnrr. Ma il 60% dei dirigenti e’ favorevole a introdurre premi e incentivi per realizzare obbiettivi misurabili di parita’ di genere. “La pandemia e’ stata un disastro – commenta Stefania Radoccia, managing partner area tax and lax di Ey Italia – Il 90% di chi ha perso il lavoro era donna e il 46% delle donne hanno denunciato un impatto negativo sui loro compensi. Ora ci sono 6.6 miliardi dal Pnrr per il raggiungimento della parita’. La guerra pero’ ha cambiato gli scenari, si parla di investire in Difesa. Spero, e Draghi lo ha confermato, che questo non sposti nulla dal nostro obbiettivo”.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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