“Il Programma Operativo 2026-2028 rappresenta nei fatti una sorta di commissariamento mascherato da parte del governo nazionale, politicamente amico del presidente Marco Marsilio”, così il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, Silvio Paolucci, commenta il parere condizionato, con prescrizioni da recepire obbligatoriamente, espresso dal Tavolo ministeriale sul Programma Operativo presentato dalla Regione.
“Il giudizio dei ministeri – sottolinea Paolucci – smonta la narrazione della Giunta: non siamo davanti a uno strumento capace di rimettere in piedi il sistema sanitario, ma a un documento che viene sostanzialmente riscritto da Roma, a partire dalle entrate fino alla spesa. Le richieste di ulteriori risparmi su farmaceutica e dispositivi, insieme alla revisione delle stime del Fondo sanitario nazionale, dimostrano che la Regione non ha un vero controllo della propria programmazione. Il fatto che il Tavolo imponga parametri più stringenti e verifiche su personale, consulenze e contratti indica chiaramente che il Programma non è autonomo ma sottoposto a un controllo politico e tecnico esterno. Non è questa la strada per salvare la sanità abruzzese – conclude Paolucci –. Siamo davanti a un piano che nasce già condizionato e che rischia di tradursi in nuovi tagli e minori servizi per i cittadini”.
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