Bankitalia, nel 2020 più di una famiglia su due in difficoltà a fine mese

In calo nel 2020 il numero di famiglie che dichiarava difficoltà ad arrivare a fine mese. Secondo l’indagine sui bilanci delle famiglie della Banca d’Italia, “il 54 per cento delle famiglie ha dichiarato che, al momento dell’intervista, riusciva ad arrivare a fine mese con qualche difficoltà”. Nel confronto con il 2016, la quota è diminuita di 6 punti percentuali. Nel 2020 il reddito medio delle famiglie italiane a prezzi costanti e corretto per confrontare tra loro nuclei familiari di diversa composizione, era più alto del 3,7 per cento di quello del 2016, ultimo dato disponibile, ma ancora inferiore di quasi 8 punti percentuali rispetto al picco raggiunto nel 2006, prima delle ultime tre recessioni che hanno colpito l’economia italiana. La ricchezza netta media, valutata a prezzi costanti, è aumentata dell’1,7 per cento tra il 2016 e il 2020, principalmente grazie alla componente finanziaria, sostenuta sia dalla crescita del risparmio sia dal più elevato valore delle attività. La quota di famiglie indebitate è tornata ad aumentare, mentre è diminuito di 4 punti percentuali rispetto al 2016 il peso delle famiglie finanziariamente vulnerabili.

La diffusione degli strumenti di pagamento elettronici ha subito un’accelerazione. Circa il 41 per cento delle famiglie possiede almeno una carta di credito, l’86 per cento almeno una carta di debito e il 30 per cento almeno una prepagata. È quanto emerge dall’indagine sui bilanci delle famiglie italiane della Banca d’Italia. Depurando i dati dagli effetti del cambio del disegno campionario, rispetto al 2016 la diffusione delle carte di debito è aumentata dal 75,8 all’85,3 per cento, il possesso di carte di credito dal 30 al 36,1 per cento e quello di carte di credito prepagate dal 24,7 al 30,4. Per il complesso degli strumenti la crescita è la più elevata dal 2004. Vi hanno verosimilmente concorso una molteplicità di fattori tra cui: i limiti normativi all’utilizzo del contante nelle transazioni; i sistemi di incentivazione all’uso dei pagamenti elettronici (c.d. cash back); e, da ultimo, i comportamenti di distanziamento fisico legati alla pandemia.

Oltre il 70 per cento delle famiglie, viene specificato, riporta inoltre di avere effettuato acquisti, ordini o prenotazioni di beni o servizi su internet, inclusa una quota non trascurabile di famiglie (circa il 4 per cento) che dichiarano di avere effettuato almeno una di queste operazioni per la prima volta nel 2020. Alla rapida diffusione degli strumenti elettronici si è affiancato un calo nell’utilizzo del contante per regolare le spese familiari: in proporzione al totale dei consumi (al netto degli affitti imputati), le spese effettuate in contanti si sono ridotte tra il 2016 e il 2020 di 15 punti percentuali, dal 66 al 51 per cento di quelle complessive.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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