Hotel Rigopiano, si scava per raggiungere altri locali all’interno

“Proseguono le operazioni nell’ambito dell’edificio dell’Hotel Rigopiano per raggiungere ulteriori locali interni, attivita’ resa difficile dalla necessita’ di realizzare aperture nelle murature portanti per riuscire a passare da un ambiente a quello successivo”. Ne da’ notizia la Prefettura di Pescara in una nota. “Sono in corso le operazioni per il recupero della sesta vittima, individuata nella giornata di ieri. Completata nel corso della notte la realizzazione di una ulteriore pista tra l’area di raccolta dei soccorritori e il fronte dell’albergo, la quale ora agevola l’attivita’ e l’afflusso di ulteriori mezzi meccanici. Questi- spiega la nota- sono attualmente impegnati nella rimozione degli accumuli nevosi in prossimita’ dell’edificio particolarmente concentrata nella zona posteriore dell’albergo. Ancora sfavorevoli le previsioni meteo per la giornata e resta alto nella zona delle operazioni l’indice di rischio valanghe fornito dal servizio dei carabinieri forestali specializzato nel rilevamento e monitoraggio valanghe e servizio meteomont, condizioni che tra l’altro ostacolano l’utilizzo degli elicotteri dei vigili del fuoco e dei carabinieri. Questa mattina un vigile del fuoco e’ rimasto lievemente infortunato ad una mano durante le operazioni di ricerca e soccorso all’interno dell’edificio ed e’ stato trasportato in ospedale per le cure del caso”.

L’ultimo sms di Stefano al papa’, “c’e’ tanta neve”

“Ci sentiamo dopo che andiamo alla spa. E’ pieno di neve. Nevica, pero’, questa Panda e’ uno spettacolo. Siamo saliti senza catene”. E’ il contenuto di una nota audio inviata su whatsapp da Stefano Feniello, il ragazzo disperso a Rigopiano, al papa’ Alessio, il giorno precedente alla tragedia quando Stefano era appena giunto in hotel insieme alla fidanzata Francesca Bronzi, che gli aveva relegato il soggiorno per il suo compleanno. E il padre risponde al messaggio: “Ok, ci sentiamo dopo. State attenti, buon divertimento”. E’ stato il papa’ di Stefano a far ascoltare il messaggio ai cronisti all’esterno dell’ospedale

“Con la luce del telefonino, finche’ ha retto la batteria, ho illuminato il braccio di Stefano, vedevo solo il suo braccio. Si lamentava, lo chiamavo ma non rispondeva, poi non l’ho sentito neanche piu’ lamentarsi”. Lo avrebbe raccontato Francesca Bronzi, superstite della tragedia di Rigopiano, a proposito del fidanzato Stefano Feniello, ancora disperso, stando a quanto riferito dal padre del ragazzo che afferma: “Francesca dice che e’ lui perche’ ha riconosciuto l’orologio che gli aveva regalato”.

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A cinque giorni dal disastro lo scenario e’ cambiato e ora potranno intervenire anche i mezzi meccanici: “Contiamo cosi’ di poter avanzare piu’ velocemente”. E’ quanto ha annunciato il vice ministro agli Interni, Filippo Bubbico, incontrando i giornalisti al Centro operativo comunale (Coc) di Penne. Ricordando che “fino ad ora non c’e’ stato un momento di sosta nell’attivita’ di soccorso”, Bubbico ha riferito che “si sta lavorando per estrarre il corpo della vittima individuata ieri”. Riguardo alle polemiche sui ritardi e sulla mail inviata dal gestore dell’albergo alla prefettura, Bubbico ha ribadito che “ora si e’ concentrati sull’attivita’ necessaria per rendere piu’ efficaci i soccorsi: tutto cio’ che non attiene ai selvataggi – ha concluso – ora non ci riguarda”.

 “Sotto il profilo fisico stanno bene e sono potenzialmente dimissibili ma ci stiamo organizzando e stiamo concordando il da farsi con gli psicologi, che stanno arrivando gradualmente a certe comunicazioni con l’obiettivo di far elaborare la situazione”. Cosi’ il primario della pediatria di Pescara, Giuliano Lombardi, a proposito di Edoardo Di Carlo, 8 anni, e Samuel Di Michelangelo, 7, i due bimbi scampati alla tragedia dell’hotel Rigopiano e rimasti senza genitori. La madre e il padre del primo, di Loreto Aprutino, Sebastiano Di Carlo e Nadia Acconciamessa, sono due delle sei vittime gia’ accertate. I genitori di Samuel, Domenico, 41 anni, il poliziotto di Chieti, e Marina Serraiocco, residenti nelle Marche, a Osimo, sono ancora tra i dispersi. Per le dimissioni dei due piccoli l’ultima parola spetta quindi agli psicologi che decideranno come organizzare la fase post ricovero.

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Un vigile del fuoco che stava operando tra le macerie dell’hotel Rigopiano e’ rimasto lievemente ferito in un incidente avvenuto questa mattina. Il pompiere, mentre stava entrando all’interno della struttura per proseguire le ricerche dei dispersi, si e’ ferito ad una mano. Il vigile del fuoco e’ stato portato via in ambulanza, ma le sue condizioni non sono gravi.

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La macchina dei soccorsi all’hotel Rigopiano non si ferma neanche un attimo. Anche questa notte, con l’ausilio delle fotoelettriche, sono stati tutti al lavoro nella speranza di trovare in vita ancora i dispersi che, al momento, sono 23. Undici, in tutto, le persone sopravvisute, 6 le vittime con il sesto corpo di un uomo recuperato ieri. Si scava ancora con mani e pale e con l’utilizzo di sonde. Non e’ possibile, allo stato attuale, intervenire con mezzi meccanici. Per i parenti dei dispersi sono ore di lunghissima ed estenuante attesa.

“Si lavora nei cunicoli, la gente potrebbe ancora resistere e questa e’ la nostra speranza”, dice Luca Cari, responsabile comunicazione dei vigili del fuoco. “Non ci fermeremo”. Le diffcolta’ maggiori per le operazioni di ricerca rimangono legate al maltempo e alla viabilita’ poiche’ il senso unico alternato sulla strada che conduce al resort non agevola le operazioni. Il rischio valanga permane su tutta la struttura anche se ieri e’ passato da 4 a 3, comunque un livello elevato. Domani, intanto, nella chiesa di San Nicola Vescovo di Farindola saranno celebrati i funerali di Alessandro Giancaterino, il 43enne capo cameriere vittima della valanga. La camera ardente e’ stata allestita nella sala consiliare comunale. Alessandro era il fratello dell’ex sindaco di Farindola, Massimiliano Giancaterino. Sul fronte delle indagini riveste un certo rilievo la mail, acquisita agli atti dalla Procura di Pescara, nella quale alle 15.40 la direzione dell’hotel chiedeva al Comune di Farindola, alla Provincia e alla Prefettura un intervento urgente per riaprire la strada in modo da consentire agli ospiti – terrorizzati dalle scosse di terremoto e dal maltempo e decisi a rimanere all’esterno della struttura – di poter tornare a casa.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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