Incendio L’Aquila, la pioggia aiuta a spegnere le fiamme

Un temporale misto a grandine all’Aquila potrebbe essere riuscito a spegnere gli incendi sui monti di Pettino e Cansatessa dopo sei giorni di lotta contro le fiamme.  Dalle prime ore dell’alba hanno lanciato acqua sei Canadair, un elicottero della protezione civile e due elicotteri Erickson. I lanci sono coadiuvati dai 12 droni dei vigili del Fuoco che volando sui focolai, attraverso le termocamere, rilevano la georeferenziazione delle fiamme e il comportamento del vento e trasmettono le coordinate direttamente agli aeromobili per consentire loro sganci mirati sul fuoco. Sono circa 100 i Vigili del Fuoco al lavoro su tutto il fronte di fuoco, supportati da 50 uomini del 9/o Reggimento Alpini, da circa 25 gruppi di volontari di protezione civile e una trentina tra geometri, funzionari e operai del Comune dell’Aquila. “Per intervenire nelle emergenze occorre essere formati”- chiarisce Mauro Malizia, comandante provinciale Vvff dell’Aquila, interpellato in seguito alle polemiche suscitate dall’ordinanza del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, che impedisce ai cittadini non autorizzati dalla pubblica autorita’ di intervenire nell’opera di spegnimento degli incendi. “Se una persona e’ nella sua proprieta’ privata e lavora con i suoi attrezzi per contrastare il fuoco, nulla da dire. Per intervenire in scenari di emergenza, come gli incendi, insieme ai Corpi di soccorso e agli enti, le persone devono aver ricevuto una formazione adeguata, come quella garantita dai gruppi di volontariato di protezione civile che collaborano con le istituzioni locali. In caso contrario diventano pericolosi per se stessi e inefficaci al fine dell’operazione di spegnimento”. Proprio oggi un uomo, intervenuto senza autorizzazione, e’ rimasto ustionato ed e’ stato soccorso dai medici degli Alpini. “Sono proprio questi gli episodi che ho cercato di scongiurare – ha spiegato il primo cittadino – con l’ordinanza di divieto di accesso ai singoli gruppi che non sono specializzati”. Le linee tagliafuoco realizzate sulla cresta del monte hanno tenuto, ma non si e’ potuto evitare che le forti raffiche di vento spingessero l’incendio verso est, in direzione di Monte Cascio.

Aumentato lo spiegamento di forze a terra e nel cielo per costrastare gli incendi, sui quali c’e’ un forte sospetto di dolo. Il fronte piu’ preoccupante è quello che si sta avvicinando dal monte a Pettino, popoloso quartiere aquilano, con il centro abitato che dista in linea d’aria circa 200 metri. E’ pronto il piano di evacuazione, anche se non si esclude l’arrivo della pioggia a sostenere le operazioni di spegnimento.

Resta difficile la situazione all’Aquila per gli incendi nei boschi vicini al capoluogo. Le operazioni di spegnimento con canadair ed elicotteri sono riprese questa mattina. Da terra prosegue incessante e’ il lavoro svolto dalle squadre da giorni sul campo per spegnere i roghi e creare barriere tagliafuoco. Sui diversi fronti sono impegnati oltre ai vigili del fuoco, protezione civile, volontari, esercito, forze dell’ordine. Questa notte per via delle fiamme alte che bruciavano il monte di fronte al popoloso quartiere di Pettino molte persone sono scese in strada. “Di due fronti – scrive il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi su Facebook – ne rimane sostanzialmente solo uno. Nella frazione di Arischia e’ sotto controllo, seppure non del tutto domato”. “Nei quartieri di Cansatessa e Pettino, invece, il quadro e’ piu’ serio e ha generato apprensione tra i cittadini: molti sono scesi in strada nel corso di questa notte e di ieri. Per ora non sono state disposte evacuazioni – conclude il sindaco – ma abbiamo comunque individuato strutture ed alloggi alternativi per l’ospitalità”. Il timore e che, anche grazie al forte vento, le lingue di fuoco possano estendersi rapidamente. Quanto ai danni, in cinque giorni sono andati bruciati gia’ ottocento ettari di bosco, mentre sono stati immediatamente attivati anche i monitoraggi Arta sulla qualita’ dell’aria: al momento non si registrano gravi criticita’. Intanto, prosegue anche il lavoro degli inquirenti. L’inchiesta deve far luce sulle cause dei roghi e sulle eventuali responsabilita’

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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