Oltre un lavoratore su dieci e’ impiegato in imprese a rischio di fallimento in Italia, e la percentuale sarebbe piu’ alta senza la cassa integrazione. L’impatto dello shock pandemico e’ peggiore solo in Spagna, fra le economie europee, dove a rischio e’ un lavoratore su sette. Lo rileva uno studio di quattro economisti che non riflette necessariamente l’analisi della Banca centrale europea, ma che la Bce pubblichera’ giovedi’ nel suo bollettino economico. Nel paper, intitolato ‘The impact of COVID-19 on potential output in the euro area’, la percentuale degli occupati in imprese con capitale circolante negativo e considerate vulnerabili e’ stimata a oltre il 10% con la cig, a quasi il 14% senza. In Spagna le due percentuali sono rispettivamente 14% e 17% circa. Sul totale delle imprese italiane, oltre il 20% di quelle italiane presenta capitale circolante negativo, oltre il 10% sono illiquide: le percentuali salgono ipotizzando l’assenza della cig. La conclusione e’ che se gli aiuti alle imprese venissero ritirati troppo presto, potrebbe esserci una sorta di “effetto valanga” sull’economia dovuta alla distruzione di potenziale produttivo.
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