Piu’ di 4 imprese su 10 (44 per cento) pensano che prima di un anno l’Italia non tornera’ a crescere

Piu’ di 4 imprese su 10 (44 per cento) pensano che prima di un anno l’Italia non tornera’ a crescere e non potra’ recuperare almeno una parte dei posti di lavoro persi per l’emergenza Covid a cui si aggiungono quelli a rischio nel 2021 quando finira’ la cassa integrazione con il blocco dei licenziamenti. E’ quanto afferma in una nota l’Unione europea delle cooperative (Uecoop) su un campione nazionale di attivita’ produttive in riferimento agli ultimi dati Istat sul crollo dell’indice composito del clima di fiducia delle imprese da 92,2 a 82,8. L’evolversi della situazione sta mettendo a dura prova la resilienza delle aziende – sottolinea Uecoop – con lo sforzo a garantire prodotti e servizi alle famiglie e difendere il lavoro di oltre 1 milione di occupati nelle cooperative italiane, dall’agroalimentare alla scuola, dalle costruzioni alla logistica, dal commercio all’informatica, dall’assistenza sociale allo spettacolo ai servizi di sicurezza e vigilanza.

I limiti agli spostamenti, alle attivita’ commerciali e ai servizi hanno pesanti ripercussioni sul mondo cooperativo dove, a seconda dei settori considerati, – sottolinea Uecoop – si registrano cali di fatturato che possono oscillare fra il 20 e il 30 per cento ma con picchi anche del 50 per cento. Nonostante alcuni comparti come agroalimentare e costruzioni stiano dimostrando piu’ vitalita’ di altri, piu’ di 6 imprese su 10 (61 per cento) registrano una riduzione importante dell’attivita’ e della clientela e nel 64 per cento dei casi il taglio delle commesse ha riguardato addirittura clienti storici e consolidati, secondo l’indagine di Uecoop. Piu’ del 12 per cento delle aziende potrebbe chiudere il 2020 con una situazione di “insufficienza patrimoniale” spiega Uecoop sulla base del rapporto “L’economia delle regioni italiane” della Banca d’Italia con un balzo del clima di incertezza per il futuro con le banche che nell’area dell’euro nel terzo trimestre di quest’anno hanno inasprito i propri criteri di concessione dei prestiti a imprese e famiglie a causa di un aumento del rischio percepito secondo la Bce. Timori per l’evoluzione della situazione che – conclude Uecoop – hanno gonfiato i depositi liquidi di imprese e famiglie che hanno raggiunto la cifra di 1.714,8 miliardi di euro.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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