Sparatoria a Pescara, la ricostruzione dell’omicidio

Ha sparato prima alcuni colpi dall’esterno del locale, attraverso una siepe, ferendo le sue due vittime, sedute entrambe allo stesso lato del tavolo e solo dopo è entrato nel dehor del bar della Strada Parco di Pescara, passando tra i vasi, esplodendo altri colpi a distanza ravvicinata. L’assassino di Walter Albi, architetto 66enne ucciso a Pescara lunedì 1° agosto ha agito con freddezza, secondo quanto ricostruito dagli investigatori che hanno visionato le prime immagini dei sistemi di videosorveglianza. Il killer difatti, una volta colpite le sue vittime, ha rovesciato una sedia, preso le chiavi di un’automobile e uno o entrambi i telefoni cellulari delle sue vittime prima di darsi alla fuga. Tutto questo si è svolto in meno di un minuto.  Almeno otto i bossoli trovati a terra. Si tratta di un caso considerato estremamente difficile, soprattutto se sarà confermata la circostanza che i telefoni cellulari delle vittime dell’assassino. Gli investigatori sperano che L.C., ferito e ricoverato in ospedale a Pescara in gravissime condizioni, possa svegliarsi e parlare.

L’attivita’ investigativa della squadra Mobile e’ coordinata dalla Procura di Pescara, con il procuratore capo Giuseppe Bellelli e il sostituto Andrea Di Giovanni. Si scava a fondo nella vita delle due vittime, sulle loro relazioni. Manca ancora il movente, ma alcune voci parlano di questioni economiche e di un appuntamento con qualche persona che i due, amici avrebbero atteso al bar.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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