Tar Abruzzo, abbattuto l’arretrato del 22,1 per cento

Il Tribunale amministrativo regionale d’Abruzzo, nel 2021 rispetto all’anno precedente, ha abbattuto i ricorsi arretrati del 22,1%, un risultato che lo colloca tra i primi tre in Italia, riguardo la tempestivita’ dei giudizi in materia di appalti, centrali ora per l’utilizzo del Pnrr, i procedimenti vengono chiusi in 67 giorni, la meta’ rispetto alla media nazionale. Sono i numeri presentati dal presidente, Umberto Realfonzo, nella relazione sull’attivita’ svolta nel 2021, in occasione dell’inaugurazione dell’Anno giudiziario del Tar d’Abruzzo. “Il Tar ha cercato di attuare il prudente e contemperato bilanciamento di tutti gli interessi pubblici e privati – ha spiegato Realfonzo -, compresi quelli della generalita’ dei cittadini, che sono indirettamente toccati dal contenzioso. Abbiamo cercato di migliorare ulteriormente la chiarezza e la completezza delle decisioni e di assicurare la maggiore sintonia possibile rispetto ai cambiamenti della societa’”. Realfonzo, pur evidenziando il risultato positivo dell’andamento del contenzioso, non ha mancato di stigmatizzare non poche “zone d’ombra” nell’attivita’ del Tribunale, puntando il dito contro l’inefficienza delle amministrazioni pubbliche, in particolare quelle di piccoli Comuni, che aggravano costi e contenziosi, e ha perentoriamente replicato alle accuse, generate da decisioni non gradite, “di un non meglio precisato pregiudizio ideologico”, da parte del Tar, che genera “un inutile freno allo sviluppo economico della Regione”, ribattendo che “la nostra unica ideologia quella della rigorosa salvaguardia della legalita’”. Questi i numeri nel dettaglio del contenzioso: nel periodo che va dal primo gennaio al 31 dicembre 2021 sono stati depositati 425 ricorsi, in diminuzione rispetto ai 443 del 2020. Chiara conseguenza della stagnazione dell’attivita’ pubblica e privata in conseguenza della pandemia del covid. A fine 2020 risultavano poi pendenti 1.914 ricorsi, a dicembre 2021 il numero sceso a 1.495. Detraendo pero’ i ricorsi per i quali vi e’ stata una sospensione del giudizio, quelli per cui e’ stata richiesta la cancellazione dal ruolo o che sono stati interrotti, la pendenza scende ancora, e si attesta a 1.341 ricorsi. Con un abbattimento dunque del 22,1% rispetto all’anno precedente. Rispetto alle 64 sentenze pronunciate nell’anno precedente, nel 2021 sono state adottate ben 84 decisioni semplificate, con un incremento del 23,8% “non solo per chiudere questioni di facile e’ pronta soluzione come prevede il codice del processo amministrativo, ma anche per dare risposte immediate, oltreche’ complete ed esaustive, su questioni particolarmente urgenti e sensibili per l’opinione pubblica”, precisa il presidente del Tar. Per quanto riguarda i contenziosi maggiormente interessati, nel 2021 si registra un incremento di quelli che riguardano la materia edilizia, superiore al 30% mentre sono diminuiti anche qui del 30% circa quelli relativi alla sicurezza pubblica. Su un totale di 484 sentenze, l’82% sono passate direttamente in giudicato, mentre sono state appellati 86 decisioni, pari al 18%. Di questi sono stati accolti solo 11 appelli. Quindi, tra mancate impugnazioni e appelli respinti, l’85% delle sentenze e’ gia’ diventato definitivo.

 

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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