Rapporto Almalaurea, in media ci si laurea a 25,6 anni con un voto di 104/110

L’età media alla laurea degli studenti italiani si attesta a 25,6 anni (era 26,7 nel 2012). In particolare, l’eta’ e’ di 24,4 anni per i laureati di primo livello, 27,0 per i magistrali a ciclo unico, 27,2 per quelli magistrali biennali. Si rafforza la complessiva regolarita’ con cui gli studenti in Italia si laureano (conclude gli studi nei tempi previsti il 62,5% dei laureati del 2022, era il 40,7% nel 2012).

Sono questi alcuni dati del XXV rapporto AlmaLaurea sul Profilo e sulla Condizione Occupazionale dei Laureati in Italia.

Il voto medio di laurea rilevato tra i laureati del 2022 e’ 104,0 su 110, valore in tendenziale aumento negli ultimi anni (era 102,7 su 110 nel 2012); tale crescita, lieve e costante a partire dal 2015, e’ particolarmente marcata nell’ultimo anno (+0,5 punti rispetto al 2021). Dal confronto tra la ripartizione geografica di conseguimento del diploma e quella della laurea, emerge che il 18,1% dei laureati del 2022 ha sperimentato un cambio di ripartizione territoriale per motivi di studio. Su questa mobilita’ incide in maniera peculiare la ripartizione geografica di conseguimento del diploma: il 28,6% dei laureati che ha conseguito il diploma al Mezzogiorno ha scelto un ateneo di una ripartizione geografica diversa (era il 23,2% nel 2013), con una preferenza verso gli atenei settentrionali. Al Centro il flusso di mobilita’ e’ pari al 13,9%, mentre al Nord si ferma al 3,6%.

Tra i laureati del 2022, i cittadini stranieri con un diploma conseguito all’estero (verosimilmente la fascia di popolazione che si e’ trasferita in Italia al momento della scelta universitaria) si attestano al 2,7%, quota in lieve aumento negli ultimi anni (era il 2,1% nel 2012). Questi laureati sono relativamente piu’ rappresentati nei percorsi di architettura e ingegneria civile (7,3%) e informatica e tecnologie ICT (4,5%). Lo Stato piu’ rappresentato e’ la Cina con il 9,8%; seguono l’India (8,1%) e l’Iran (7,6%). Dal rapporto AlmaLaurea emerge, inoltre, che le esperienze di studio all’estero riconosciute dal corso di laurea coinvolgono complessivamente l’8,3% dei laureati nel 2022, ma scontano ancora la contrazione imposta dalle limitazioni per la pandemia (nel 2020 avevano riguardato oltre l’11% dei laureati); queste esperienze registrano percentuali di soddisfazione di oltre il 95%. L’82,6% dei laureati che hanno maturato un’esperienza all’estero riconosciuta dal corso di laurea ha sostenuto almeno un esame convalidato al rientro in Italia (quasi 10 punti percentuali in piu’ negli ultimi dieci anni). Inoltre, il 25,1% di chi ha svolto un periodo di studio all’estero vi ha anche preparato una parte rilevante della tesi: addirittura il 41,7% fra i laureati magistrali biennali. Negli ultimi dieci anni c’e’ stata una flessione di quasi 6 punti percentuali nella quota di laureati che ha lavorato – stabilmente o meno – durante gli studi: nel 2012 erano il 70,3%, nel 2022 si arriva al 64,1%. Questo e’ avvenuto inizialmente per l’incertezza economica, a cui poi si sono aggiunti i problemi legati alla pandemia.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

Controllate anche

Paziente morta per un’infezione, la Asl Pescara risarcisce i familiari con 900mila euro

La Asl di Pescara è stata condannata a risarcire oltre 900mila euro ai familiari di …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *