“Amo dire che d’Annunzio vive e lotta insieme a noi, è un nostro contemporaneo, perché contrariamente a quello che si pensa non era un uomo che guardava solo al passato, era un modernizzatore, un anticipatore, sia nella letteratura, che nella poesia e nel marketing, nella pubblicità, aveva visioni di futuro. Le nuove generazioni trovano facilmente un legame con d’Annunzio, perché aveva uno slancio verso la vita, un desiderio di nuovo e il suo messaggio è di un’attualità straordinaria, che va bene sempre, cioè bisogna fare della propria vita un’opera d’arte”. Sono le parole di Giordano Bruno Guerri, presidente del Vittoriale degli Italiani e direttore artistico del Festival dannunziano, giunto alla settima edizione, in programma a Pescara dal 30 agosto al 7 settembre, manifestazione diffusa anche nel resto della regione con appuntamenti dedicati nei luoghi del Vate.
Un’edizione, quella del 2025, definita “3.0”: “Tante le novità, il Festival cresce ogni anno – ha spiegato Giordano Bruno Guerri -, ma quest’anno veramente ha avuto uno slancio particolare. Le nuove tecnologie sono sensazionali. Abbiamo messo a Casa d’Annunzio dei visori 3D di ultimissima generazione che permettono di vedere la prioria, la Casa del Vittoriale, come esserci dentro, passeggiando per le stanze, in dettagli che neanche i visitatori presenti fisicamente possono vedere. Mi piace molto questa unione tra Casa Natale e ultima residenza di d’Annunzio”. “Poi invece all’Aurum – ha aggiunto – c’è la possibilità di collegarsi con l’ologramma a grandezza naturale di d’Annunzio che abbiamo realizzato al Vittoriale, che parla con la sua voce e che è in grado di rispondere a tutte le domande, non solo sulle proprie opere. Inoltre c’è un legame molto più stretto con l’Università d’Annunzio di Chieti-Pescara, che servirà ad approfondire molti dettagli della vita e dell’opera del Vate”.
“Onoreremo il futurismo a Pescara dando in anteprima mondiale il 7 settembre, come evento finale del festival, il film ‘Mondo futurista’ realizzato dalla RAI, di cui sono autore e anche regista, è il mio esordio alla regia, ed è un docufilm, io credo molto bello, che racconta appunto l’importanza di questo straordinario movimento che ha cambiato per sempre il rapporto fra arte e cultura, vita e arte, e che si è diffuso in tutto il mondo influenzando molte cose successive che aveva previsto, fra cui internet e anche l’intelligenza artificiale, che noi usiamo abbondantemente, quindi sarà un evento molto importante, io credo di poter portare dal festival di Venezia anche un’anteprima del film ‘Duse’, di Pietro Marcello, che è in concorso a Venezia, verrà presentato il 3 settembre, nel quale recito anch’io come segretario di d’Annunzio”. “d’Annunzio fece della propria vita un’esperienza inimitabile, lo sforzo di tutti noi, in particolare di giovani che hanno tutta la vita davanti, è di realizzare un’esistenza piena, creativa e gioiosa”.