Domani, venerdì 26 giugno, alle ore 17, l’auditorium di Villa Serena a Città Sant’Angelo ospiterà la presentazione del volume “Un’Osservazione Grammaticale #10, Pescara” sull’opera permanente realizzata da Joseph Kosuth, alla presenza dell’artista, tra i più autorevoli protagonisti internazionali dell’arte concettuale.
L’incontro vedrà Lorenzo Madaro, critico d’arte e docente di Storia dell’arte contemporanea all’Accademia di Belle Arti di Brera, in dialogo con Joseph Kosuth. Interverranno inoltre il professor Sandro Sorbi, professore emerito di Neurologia dell’Università di Firenze, la professoressa Pina Lalli, ordinaria di Sociologia dei processi culturali e comunicativi dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, e il professor Domenico Bodega, ordinario di Organizzazione aziendale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
L’appuntamento rappresenta un’occasione per riflettere sul rapporto tra arte, linguaggio, spazio e cura. Un tema che rimanda all’importanza di mettere al centro la cura globale della persona che passa anche attraverso il concetto di ambiente terapeutico.
L’auditorium di Villa Serena non è soltanto uno spazio dedicato alla formazione e al confronto scientifico, ma un ambiente nel quale cultura e salute dialogano in modo permanente. Qui trova posto “Un’Osservazione Grammaticale #10, Pescara”, installazione site-specific realizzata da Joseph Kosuth. In questo contesto, l’artista preleva un passo di Gabriele d’Annunzio e ne isola la punteggiatura: virgole, punti e apostrofi diventano segni luminosi, come una partitura che corre lungo il perimetro superiore dell’auditorium. Così facendo sposta l’attenzione dalla narrazione alla struttura, dal significato del testo alla sua costruzione sintattica. La grammatica del linguaggio si trasforma in grammatica dello spazio: il brano si converte in ambiente da attraversare.
Pioniere dell’arte concettuale, Kosuth ha sviluppato una ricerca che da oltre cinquant’anni pone al centro il linguaggio, il significato e il rapporto tra opera e contesto. Nel caso di Villa Serena, l’artista ha voluto costruire un ponte tra la cultura del territorio, rappresentata dall’opera di Gabriele d’Annunzio, e un luogo dedicato alla cura, affinché l’esperienza artistica diventasse inseparabile dall’ambiente che la ospita.
La presenza di un’opera di uno dei maggiori artisti contemporanei all’interno di una struttura sanitaria esprime una visione della salute che considera la persona nella sua interezza. Nel corso degli anni la casa di cura Villa Serena ha sviluppato un percorso nel quale ricerca scientifica, innovazione tecnologica, qualità architettonica e dimensione culturale convivono e si alimentano reciprocamente. Gli spazi della struttura sono stati concepiti per favorire la relazione, il benessere e l’umanizzazione dell’assistenza, nella convinzione che l’ambiente stesso possa contribuire alla qualità della cura.
Con questo appuntamento Villa Serena conferma il proprio posizionamento come luogo nel quale scienza, cultura e umanizzazione delle cure trovano un terreno comune. Un contesto in cui la salute viene interpretata come esperienza complessa, che coinvolge non soltanto gli aspetti clinici, ma anche quelli relazionali, culturali e ambientali, nella consapevolezza che cura e conoscenza condividano la stessa responsabilità: quella di prendersi cura delle persone.
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