Mò t’l’arconte ji’ Gabbriele ! Sabato 19 dicembre 2020 alle ore 21,00 su Rete 8 lo spettacolo con Nduccio

Con il patrocinio della Regione Abruzzo, l’Associazione Cultura e Terza Età di Pescara (presidente Antonino Fabbrocino) presenta sabato 19 dicembre 2020 alle ore 21,00 su Rete 8 il video-spettacolo “Mò t’l’arconte ji’ Gabbriele !”.  Nel programma interviene anche lo storico Giordano Bruno Guerri, dall’ottobre del 2008 presidente della Fondazione “Il Vittoriale degli Italiani”, la casa di Gabriele d’Annunzio a Gardone Riviera, che ha dato il suo patrocinio all’iniziativa.

Nel Centenario dell’impresa di Fiume (1920-2010), emergono la modernità e l’attualità, insieme alla abruzzesità, di un d’Annunzio più “umano”, travolgente e inconsueto nella sua trasgressività. La particolarità dello spettacolo consiste nel raccontare Gabriele d’Annunzio tramite aneddoti ed episodi particolari della sua vita. Con la sua verve comunicativa, supportata da numerosi video e caricature dell’epoca, Germano D’Aurelio (‘Nduccio) interpreta questo nuovo approccio a d’Annunzio, non cattedratico, ma piacevolmente più popolare.

Afferma Silvano Console (autore di “Mon cher ami. Gabriele d’Annunzio e l’esilio francese”. Solfanelli Editore e Presidente dell’Associazione Culturale “La Nave di Cascella”): “Lo spettacolo è una riscoperta di d’Annunzio, artista e uomo. D’altronde non si possono separare i due aspetti del personaggio. E lui stesso, acutamente, amava giocare sulla complessità della sua personalità.

Chi mai oggi e nel secolo o nei secoli, potrà indovinare quel che di me ho io voluto nascondere? V’è un acerbo piacere nell’essere disconosciuto, e nell’adoprarsi a essere disconosciuto, forse lo conosco io solo, sinceramente io solo so assaporarlo e di continuo rinnovellarlo”.

Continua l’autore dei testi Silvano Console: “Contrariamente a quanto si possa pensare, d’Annunzio ebbe una personalità ricca di spirito e senso dell’umorismo. ‘Nduccio interpreta efficacemente questo aspetto e nello spettacolo racconta episodi poco conosciuti della sua vita “inimitabile”, da Pescara ad Arcachon, da Fiume al Vittoriale. D’Annunzio è l’unico grande protagonista della cultura europea per il quale è possibile ricostruire la straordinaria vicenda storica e artistica attraverso la satira contenuta nelle pagine dei giornali d’epoca.”

Fiume ovvero la fantasia al potere. Cento anni fa, con la conquista della città di Fiume e la promulgazione della Carta del Carnaro, inizia una vera e propria epopea politica ed esistenziale, di cui lui, il “Vate”, fu protagonista assoluto con la sua capacità visionaria e creativa con una forma di Stato assolutamente nuova e inedita, alternativa al sistema morale e sociale dell’epoca. Oggi c’è chi vede l’esperienza di Fiume come un’anticipazione dello spirito delle rivolte del 1968.

Fiume fu uno dei primi esempi di solidarietà internazionale, perché all’interno della città, durante l’occupazione, convivevano gli stessi popoli che al di là di quel confine erano ostili tra loro.  A Fiume prese forma una Lega per rappresentare i popoli oppressi, e la Carta costituzionale del Carnaro anticipa le costituzioni moderne più avanzate.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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